
Assoturismo Confesercenti Modena ha sempre espresso una forte contrarietà all’introduzione della “tassa di soggiorno” dato che va a compromettere la competitività del turismo, proprio in questa fase in cui il peso della crisi economica non accenna a diminuire e la ripresa stenta a decollare. “Come può quindi il turismo – chiede Assoturismo Modena – rappresentare un aspetto fondamentale del sistema economico regionale e locale anche nel futuro e un motore di crescita e sviluppo, se viene appesantito da nuovi costi e tasse? In che modo incrementare la quota di turisti anche stranieri che, in questi ultimi anni, stanno dando segnali di recupero, se il nostro ‘prodotto turistico’ perde appeal a livello internazionale? D’altronde, è tutta la logica che sottende al provvedimento sul federalismo municipale che non è condivisibile, in quanto aumenta la pressione fiscale su cittadini e imprese con addizionale e imposte, trasferendo così, sugli Enti locali, l’onere di tassare i contribuenti a fronte dei massicci tagli operati dallo Stato”.
“Proprio per le peculiarità del sistema turistico dell’Emilia Romagna in generale, e modenese in particolare, che hanno come punto di forza il rapporto qualità-prezzo e quindi la competitività della propria offerta, riteniamo – sostiene Assoturismo – che non sia proponibile nei Comuni del territorio l’applicazione dell’imposta di soggiorno, e di conseguenza invitiamo i primi cittadini a non orientarsi per alcuna ragione in tale direzione.
Le strade per recuperare risorse possono essere altre e già da tempo indicate, come ad esempio la compartecipazione alle imposte da parte dei Comuni e la contestuale riduzione della spesa pubblica e, soprattutto, degli sprechi”.




