
“E’ l’indice della poca dimestichezza che hanno gli italiani con la gestione della propria auto, nei grandi spostamenti, quando è chiamata a “lavorare” a pieno carico, quando il consumo di carburante è decisamente superiore. Per non dire poi dell’erroneo rifornimento, al self service, mettere benzina i veicoli alimentati diesel. Ripulire l’impianto richiede parecchio tempo e le vacanze ne soffrono. Per le nostre 900 officine e 3000 mezzi, sul campo, si tratta di un lavoro a scapito di chi é veramente in seria necessità”.
Ingegnere dai suoi 55 anni di esperienza cosa si sente di consigliare?”
“Fatti salvi gli “obblighi”, di legge relativi alle revisioni periodiche, per i mezzi che hanno un’età “circolante” superiore ai quattro anni, ed al controllo delle emissioni allo scarico, esistono dei criteri del “buon padre di famiglia” Riguardano i controlli sull’efficienza per avere il massimo di sicurezza. – accenna Orlandi –Non sottovalutiamone l’importanza. Un controllo preventivo è meno costoso di quello d’emergenza, a danno avvenuto”.
Una situazione che si commenta da sola..
“Consiglio di andare dal meccanico di fiducia. Si parte dal controllo principale, quello della pressione ed usura dei pneumatici che sono l’unico contatto tra vettura ed asfalto. – conclude Orlandi- Oltre agli accenni “tecnici”, inderogabili, bisogna fare riferimento anche agli aspetti burocratici. In meno di 5 minuti, si controllano: validità della patente, assicurazione e revisione auto. In viaggio bisogna avere una riserva d’acqua, per i passeggeri ed evitare i pasti impegnativi. Dimenticarsi “assolutamente” gli alcolici, digestivi in particolare. Sia per non mettere a repentaglio la sicurezza personale, e mettersi a rischio di sequestro del mezzo e detrazione punti patente”.



