Nell’ambito della discussione sulle feste e sagre presenti sul territorio provinciale, e in particolare nell’area ceramica, il sindaco di Casalgrande Andrea Rossi, scrive alla presidente provinciale di Confcommercio e al direttore di Confcommercio Scandiano.

Gent.ma Donatella Prampolini Manzini

Presidente Confcommercio

Gent.mo Paolo Bertolani

Direttore Confcommercio Scandiano

 

Gentile Presidente e gentile Direttore,

ho avuto modo di apprendere dalla carta stampata delle preoccupazioni che la vostra associazione mostra nei confronti dei diversi appuntamenti che animano le comunità, soprattutto nel periodo estivo.

Vorrei fare alcune considerazioni, sia come rappresentante di una comunità e sia come volontario, e quindi conoscitore di diverse feste popolari che si svolgono nel nostro comune, a partire dalla più importante che è quella del Pd di Villalunga.

Quest’ultima, per l’importanza che ha assunto nei primi quindici giorni di agosto, raccoglie non solo solo migliaia di visitatori provenienti da un’area vasta, ma mette in campo anche oltre 750 volontari -e vorrei sottolineare la parola volontario nel senso letterale del termine- i quali con passione, impegno e forza d’animo danno un contributo per la riuscita di questo appuntamento che da oltre dieci anni è un appuntamento consolidato.

Si tratta di volontari che -ritengo opportuno ribadire- rappresentano diversi ceti sociali e professioni: dallo studente al pensionato, dal commerciante all’artigiano, dal libero professionista al dipendente.

Dalle recenti prese di posizione, sulle quali non esprimo giudizio di merito come su quanto scritto dal consigliere della Lega di Rubiera poiché si tratta di sterile polemica politica, ho ritenuto opportuno portare il mio contributo a partire dalla risposta a un interrogativo che sta alla base di tutto: cosa rappresentano oggi le feste e che scopo hanno?

1. Tutte le feste che conosco non hanno fini di lucro. Sono feste che, soprattutto per alcune associazioni, in un momento di crisi e difficoltà, possono far continuare a vivere con quelle migliaia di euro generate dall’utile, la propria realtà. Sono feste che finanziano e sostengono iniziative sportive, sociali e sanitarie, che si traducono direttamente in servizi per le nostra comunità. Sono feste, come quella di Villalunga, che non potendo contare sul grande sponsor o il finanziatore di turno, aiutano a sostenere un partito, fatto da persone che ne condividono un insieme di valori, nella sua iniziativa e in modo trasparente.

2. Le feste o sagre paesane sono -anche qui per quanto di mia conoscenza- tutte animate da volontari. E il volontariato -di qualsiasi natura esso sia, sportivo, sociale, parrocchiale- è un valore che ancora oggi è da riscoprire e sostenere: perché in una società dove prevalgono gli interessi di parte e la legge del più forte, occorre rideterminare una scala di valori dove vorremmo mettere la solidarietà, l’aiuto verso il prossimo, l’uguaglianza, il rispetto del bene comune, al primo posto. Valori questi che fanno parte dell’idealità di chi dedica il proprio tempo per una causa o una missione.

3. Le feste che conosco sono momenti di partecipazione della comunità. Partecipazione è un’altra parola chiave che in quella società che prima descrivevo parlando di volontariato, ci aiuta anche a superare momenti difficili. Perché vuol dire stare insieme, condividere, conoscere; vuol dire anche socialità e coesione sociale.

4. Le feste che noi conosciamo, come diverse attività fanno, presentano agli enti competenti la propria idoneità ai requisiti in termini sanitari, di sicurezza, igienici: e tali normative diventano a volte così complesse, tali da complicare e scoraggiare l’organizzazione degli eventi stessi, producendo -per quella che è la mia visione del significato di queste feste popolari e paesane- un danno alla comunità stessa.

 

5. Siamo propri sicuri che tali feste rappresentino uno svantaggio per il sistema del commercio? In realtà gran parte di esse, per la loro localizzazione e la consistente partecipazione possono rappresentare un traino e un indotto; oppure possono rappresentare un sostegno diretto alle molteplici attività che per le feste stesse sono coinvolte intensamente nell’organizzazione. E mi riferisco non solo alle aree commerciali, ma anche a quel folto reticolo di attori economici, artigiani, commercianti e fornitori, incaricati nell’approvvigionamento, nel montaggio delle strutture, le forniture di servizi.

6. Bisogna distinguere tra le feste popolari e le sagre paesane che hanno un’attività decennale e chi invece si nasconde dietro una formula di pseudo-festa e finto volontariato, improvvisando finti circoli associativi all’interno dei quali si sviluppa una mera attività di lucro: queste realtà ai confini con l’illegalità vanno combattute, poiché non solo tolgono ossigeno al mondo del commercio tramite una concorrenza sleale, ma rischiano di inquinare il mondo sano rappresentato da chi del volontariato ne fa un valore.

Certo sono consapevole e comprendo le difficoltà che diversi protagonisti del territorio, tra i quali i commercianti, stanno vivendo a causa della negativa congiuntura economica. Ma ciò non può rappresentare un motivo per contrastare e mettere in discussione degli appuntamenti che, nella maggiore parte dei casi, vantano una tradizione decennale e si riflettono positivamente sull’economia e sulla qualità della vita sul nostro territorio. Ecco perché è opportuno non una logica di contrapposizione, ma di valorizzazione comune, sia della rete commerciale sul nostro territorio e sia di queste feste. Sollecito a tal fine un incontro tra le rappresentanze del mondo del commercio e delle istituzioni, per definire e approfondire insieme e senza pregiudizi le questioni sollevate.

L’occasione è gradita per porgere cordiali saluti.

IL SINDACO

Andrea Rossi