
L’iniziativa è stata realizzata con l’obiettivo di limitare i danni alla fauna ittica causati dalla carenza d’acqua e dal caldo.
L’intervento ha riguardato in particolare i pesci autoctoni (per esempio, cavedani, lasche e barbi) ed è stato programmato sulla base del monitoraggio della situazione delle aree di secca effettuato nei giorni scorsi.
Siccome la situazione è tuttora critica, l’attività di recupero non si ferma qui: nei prossimi giorni sono previsti altri interventi lungo il Panaro per trasportare in zone più idonee altri quintali di pesce.



