
Secondo l’ex presidente della Commissione europea e attuale presidente della Fondazione per collaborazione tra i popoli, oggi “il ruolo dell’Universita’ di modifica e organizzazione della societa’ viene messo in discussione a causa dell’ambiente circostante” e cioe’ della societa’.
“Inoltre nei Paesi ad alto livello di economia e di sviluppo ci sono delle restrizioni di bilancio che pesano soprattutto sull’Universita’ e sulla ricerca” e questo, secondo Prodi “accade perche’ di fronte alle crisi i Governi reagiscono con decisioni di breve periodo, mentre se c’e’ qualcosa invece che e’ un investimento a lungo periodo e’ l’universita’”.
“Sempre di piu’ si preferisce tagliare i nuovi pilastri della societa’ futura per pareggiare i conti oggi e questa e’ un’altra grandissima difficolta’” per il mondo accademico, precisa ancora Prodi che ricorda come, al contrario, le grandi potenze mondiali emergenti stanno facendo l’opposto, investendo somme ingenti proprio sull’universita’ e la ricerca.




