
«La mela campanina – sottolinea Giandomenico Tomei, assessore provinciale all’Agricoltura – appartiene alla tradizione agricola modenese che intendiamo recuperare e valorizzare nell’ambito di un progetto più complessivo dedicato alle biodiversità. Per fare questo sono indispensabili quelli che noi abbiamo definito gli “agricoltori custodi” a cui affidiamo il compito di tutelare le risorse genetiche autoctone del nostro territorio senza trascurare l’obiettivo di reintrodurre queste varietà sul mercato».
La spesa è di circa 12 mila euro, sostenuta anche dalla Regione Emilia Romagna che ha finanziato il progetto sulle biodiversità. La consegna delle piante avviene il 16 ottobre a S.Possidonio nel corso di un’iniziativa pubblica dedicata proprio alla mela campanina.
Gli agricoltori che aderiscono al bando si impegnano a preparare il terreno per la messa a dimora, mantenendo il frutteto per almeno dieci anni, oltre a esser disponibili per iniziative informative e didattiche.
Nel modenese sono circa otto gli ettari coltivati a mela campanina per una produzione totale di circa mille quintali, soprattutto nella zona tra S.Possidonio e Mirandola.
Nella tradizione gastronomica modenese questa varietà viene in genere utilizzata dopo cottura e nella preparazione di torte.


