
“Siamo un Paese serio, siamo stufi di essere lo zimbello internazionale quando andiamo in giro a portare le nostre merci all’estero, di vederci considerati con il sorrisino, perchè siamo gente seria che vuol essere giudicata su quello che facciamo, sui nostri prodotti” – ha aggiunto Emma Marcegaglia.
La presidente di Confindustria ha invitato il Governo a prendere misure serie immediate, e anche impopolari, salvo, in caso contario, il prendere atto e andare a casa. “Come imprenditori – ha detto ancora – non vogliamo essere derisi per colpe che non abbiamo, e quindi la nostra voce, nei prossimi giorni, nelle prossime ore, continuerà ad essere una voce ferma, autonoma, indipendente e soprattutto molto consapevole che o le cose cambieranno, o veramente il rischio per noi e per l’Europa sarà davvero molto forte”.
Marcegaglia indica poi alcuni interventi urgenti secondo la Confindustria. “La riforma delle pensioni, la riforma fiscale, un abbassamento delle tasse su imprese e lavoratori ed un eventuale aumento delle tasse sulle cose e sui patrimoni, una grande vendita di patrimonio immobiliare e investimenti su infrastrutture e ricerca”.
Marcegaglia commenta anche la reazione di Palazzo Chigi alla decisione dell’agenzia di rating e puntualizza che “S&P valuta l’insieme delle cose. Legge i giornali ma credo che poi valuti anche il debito pubblico, il deficit, credo che faccia una valutazione complessiva”.
Rispetto alla crisi finanziaria “non tutte le colpe sono italiane: c’è una imbarazzante scarsità di leadership europea e sono imbarazzanti i vertici Sarkozy-Merkel”. Questo il giudizio della presidente di Confindustria su come i vertici europei stanno gestendo il difficile momento vissuto da Eurolandia. Secondo Marcegaglia, da parte dei leader di Francia e Germania, “c’è il tentativo di sostituirsi alla Commissione europea, Merkel e Sarkozy si riuniscono e non decidono nulla o decidono cose inapplicabili”. “O l’Unione europea diventa una unione economica e politica o l’euro – conclude Marcegaglia – non può stare in piedi”.



