
Quello che come partito vogliamo portare all’attenzione ,oltre il rischio concreto di una papabile truffa nei confronti dei consumatori finali – spesso non al corrente delle reali quotazioni dell’oro – è il fatto che l’universo dei ‘compro oro’ cela anche altre insidie ben più serie, come il rischio di infiltrazioni mafiose o – più in generale – episodi criminogeni, tra cui possiamo riscontrare la contraffazione, usura, ricettazione e violazione delle leggi di pubblica sicurezza.
Vista anche l’approvazione all’unanimità da parte della Regione Emilia-Romagna di un documento analogo ,presentato dalla Consigliera Regionale IDV, Liana Barbati, ci poniamo il preciso intento di regolamentare maggiormente questo fenomeno e – laddove sia possibile – di arginare i fenomeni criminogeni ad esso legati.
Noi dell’Italia dei Valori chiediamo l’impegno, in primis, degli enti locali, a partire, visto anche l’atto di indirizzo approvato sopracitato, dalla Regione per finire con i Comuni, in stretta collaborazione tra loro, con l’intento di promuovere un’attività di monitoraggio orientata a censire i punti vendita operanti sul territorio. Una volta realizzata una radiografia esaustiva del fenomeno, si chiede di promuovere una serie di interventi di prevenzione primaria e secondaria al fine di evitare l’infiltrazione, l’espansione ed il radicamento nel territorio regionale di associazioni criminose mediante questo genere di attività. Infine, chiediamo alla Giunta di sollecitare Governo e Parlamento perché venga adottata una normativa omogenea su tutto il territorio nazionale che preveda – per l’apertura di un nuovo esercizio – anche l’iscrizione obbligatoria in un apposito albo.




