
“E’ indubbio che preoccupa l’aumento di produzione – ha aggiunto Alessandri -, ci salva ancora l’andamento delle esportazioni, quindi i ritiri di formaggio che la società ‘I4S’ creata dal Consorzio sta attuando, ma il complesso dei dati produzione-giacenze non lasciano tranquilli sul futuro”.
“Il nuovo disciplinare produttivo – ritiene Alessandri – è un passo formidabile per garantire ulteriormente i consumatori, ma assai marginalmente può incidere sui quantitativi, il cui governo è principalmente affidato proprio ai piani produttivi, perchè le stesse azioni di ritiro per l’export servono a dare più valore al prodotto, ma non possono compensare un incremento produttivo che continuasse ad essere in distonia con il mercato”.
Concetti ribaditi anche dalle conclusioni di Ivan Bertolini, che ha sottolineato la necessità di un’applicazione rigida del nuovo disciplinare e l’importanza dei ritiri da parte del Consorzio per far risalire i valori di mercato del formaggio; ora per evitare scossoni, il Piano produttivo può aiutare; un altro aiuto ad operare nella giusta direzione può ancora venire dall’Europa, con l’approvazione del ‘Pacchetto Latte’ e del ‘Pacchetto Qualità’ all’interno dei quali si annunciano misure che favoriscono l’autogoverno dei produttori.
Alai ha affrontato soprattutto i problemi del mercato, sottolineando l’esigenza di un lavoro comune dei produttori in tale direzione, dove il piano produttivo rappresenta l’unica ancora di salvezza.

