Il degrado di una città lo si misura anche da un aspetto secondario ma di grande visibilità: l’imbrattamento dei muri. Scritte, graffiti, disegni e oscenità imperversano provocando una caduta estetica e di conseguenza un calo della qualità della vita.
Gli interventi dell’amministrazione sono sporadici e deficitarii. A meno che le scritte non vadano a colpire e infastidire esponenti dell’oligarchia che domina la città o non si rivelino politicamente scorretti andando contro la cultura dominate. In questi casi l’amministrazione diventa particolarmente solerte e i graffiti colpevoli di vilipendio vengono cancellati con grande velocità.
Tra gli innumerevoli templi del degrado e della bruttura segnaliamo una centralina elettrica che si trova nel parco di San Donnino, frazione di Modena sulla via Vignolese.
Questa centralina è da anni ricoperta di scritte che nessuno si è mai premurato di cancellare. Ma tra queste si viene colpiti da una frase in particolare, che recita: “Sei un bianco di merda”.
Superato la prima reazione che consiste in un sorriso, si viene però colti da un interrogativo: se anziché “bianco” nella scritta fosse stata citata qualche altra razza, cosa sarebbe successo? Indignazione generale, intervento dei vigili, articoli sui giornali e mobilitazione della Digos, la polizia che si occupa di reati politici e di pensiero, che avrebbe garantito il proprio impegno per assicurare i responsabili alla giustizia. Quindi la scritta sarebbe stata prontamente cancellata. E tutto questo, purificato dalle esagerazioni dei militanti della repressione e degli inquisitori del politicamente corretto, ci vedrebbe assolutamente d’accordo. Il razzismo è un male che va contrastato e combattuto. Ma va contrastato e combattuto sempre, e non a senso unico.
Intravvediamo infatti un pericolo, che questa frase, nel suo piccolo, ci conferma; e cioè che i bianchi possano diventare i “neri” del domani. Una certa cultura dominante infatti sta lavorando a questo da anni. E la cosa è testimoniata da fatti molto concreti della vita quotidiana che si riassumono nella frase “agli italiani i doveri, agli stranieri i diritti”. Invitiamo quindi i cittadini a impedire che si realizzi la volontà della sinistra che mira a trasformare gli italiani in cittadini di serie B aventi un’unica funzione: pagare le tasse.
Invitiamo invece l’amministrazione a curare un po’ di più l’estetica della città e a cancellare le scritte sui muri sempre, non solo quando urtano la sua sensibilità.
(Capogruppo Lega Nord in Circoscrizione 3, Paolo Marschek – Il segretario cittadino della Lega Nord per l’indipendenza della Padania, Stefano Bellei)




