
“Non ci sono valutazioni economiche che hanno prevalenza rispetto alla salute dei cittadini – premette Confesercenti Modena – Il punto è un altro. La zona in cui verrà applicato il provvedimento, la solita, è decisamente troppo piccola e limitata per pensare che il blocco della circolazione possa produrre anche solo qualcuno dei risultati sperati. A fronte di una situazione giudicata drammatica, al solito si tende a rispondere con provvedimenti altrettanto drastici, ma decisivi: nel tentativo di giungere alla soluzione del problema in modo definitivo o quasi”.
“L’Amministrazione – agginuge Confesercenti – è sicuramente al corrente del fatto che l’area di Modena interessata dal provvedimento attualmente è quella a più alta densità commerciale. Piccoli e piccolissimi negozi di vendita al dettaglio che vedono pertanto i loro clienti, in un periodo teoricamente favorevole alle vendite come quello delle festività, dirottati al di fuori dell’area suddetta, ove sorgono numerosi grandi centri commerciali. Non è fuori luogo pensare quindi che commercialmente in questo modo si penalizza qualcuno a discapito di qualcun altro. Logicamente e lecitamente ci chiediamo rivolgendo la medesima domanda all’Amministrazione comunale: ma un maggiore afflusso di persone, specie dove sorgono le grandi superfici di vendita cittadine, non determina conseguentemente un intasamento veicolare nei parcheggi con un innalzamento della concentrazione di pm 10 nell’aria? Sono state fatte verifiche? Pensiamo dunque che occorra affrontare contestualmente la questione qualità dell’aria e salute dei cittadini, con la compatibilità del sistema economico locale e garanzia della libera concorrenza fra imprese; eliminando quelle condizioni di maggior favore che già il provvedimento governativo sulla liberalizzazione degli orari rende evidente. Noi – conclude Confesercenti – non ci tiriamo indietro e siamo disposti a fare la nostra parte, per giungere ad una soluzione concertata e condivisa. Anche l’Amministrazione, però deve fare la sua”.




