
Se al Carani è rimasta la potenzialità teatrale, l’utenza cinematografica di Sassuolo è invece orientata da anni in direzione di Modena e Rubiera, e sforzarsi di far finta che non sia vero, magari per conservare nostalgie (in questo caso degli anni ’80, ed è andata grassa), è un accanimento terapeutico che non giova a nulla se non alla propaganda.
Stando alle tendenze, il sassolese degli anni 2010 gradisce il multiplex, e in quello che oggi è un un settore scoperto per oltre centomila abitanti (considerando il Distretto), non mi spiego questa assenza di impresa, perché la domanda c’è, eccome. Nel frattempo non solo è sconsigliabile barricare le forme di attrazione non più attuali, ma anche in direzione opposta sarebbero da evitare le mani avanti degli amministratori pubblici sul “nuovo multisala” che non esiste, mentre invece esiste il pericolo di “marcare il territorio” su quel progetto da parte del Comune, e tutto ciò non invoglia i privati, o almeno, quelli ignoti, rischiando di rendere il tutto l’ennesima Araba Fenice.
In conclusione sono convinto che Sassuolo sia rimasta senza cinema unicamente per mancanza di investitori, e non per l’assenza dell’Ufficio Cultura, che invece avrei accolto con un sospiro di sollievo.
(Riccardo Macchioni, Segretario Ass.ne Radicali Modena e coordinatore per il Distretto Ceramico)



