
La consigliera fa riferimento alla legge regionale 17/2002 (“Interventi per la qualificazione delle stazioni invernali e del sistema sciistico della Regione Emilia-Romagna”), che prevede fra le sue finalità il miglioramento delle stazioni invernali esistenti; questa legge permette di ripristinare l’ambiente attraverso lo smantellamento di impianti obsoleti e inutilizzati, e per raggiungere tale obiettivo la Regione concede contributi per demolizione di impianti di risalita dismessi e relativo ripristino ambientale.
Meo chiede alla Giunta di provvedere allo smantellamento delle piste da sci e degli impianti di risalita abbandonati, asportando le condutture per l’innevamento artificiale, i cavi elettrici interrati e i tralicci con i loro basamenti, restituendo al territorio la sua originale conformazione. Chiede, inoltre, di avere un quadro preciso delle strutture turistiche abbandonate sul nostro Appennino (piste da sci, impianti di risalita, strutture ricettive dismesse o abbandonate), e quale sia il quadro dei finanziamenti ai comprensori sciistici, realizzati sia con risorse proprie sia con risorse statali, che la Regione ha stanziato negli ultimi vent’anni. Nel’interpellanza, infine, si chiede alla Giunta quante di queste risorse siano state destinate a strutture attualmente dismesse o abbandonate, e se si possano configurare responsabilità civili o penali in capo ai rappresentanti legali delle società che gestivano gli impianti dismessi.




