“Il preoccupante articolo di oggi a firma di Giovanni Tizian, il coraggioso giornalista che vive sotto scorta per i suoi articoli contro la criminalità organizzata, conferma l’allarme lanciato dall’Onorevole Bertolini su un tesseramento ‘anomalo’ al Pdl di Modena. Adesso emerge che tra gli iscritti al Pdl ci sarebbe anche un ‘amico’ dei clan. Di fronte a notizie del genere mi sarei aspettato una reazione corale del partito contro un fenomeno che deve essere immediatamente represso. Invece hanno fatto anche peggio. Tutti sempre pronti a riempirsi la bocca di frasi contro i fenomeni della criminalità ma quando sono stati chiamati a fare la scelta giusta hanno girato la testa dall’altra parte. E’ stata davvero sconcertante la reazione di una parte degli esponenti Pdl, in special modo tra quelli che si rifanno al trio Samorì-Aimi-Giovanardi. Tra chi ha tentato di minimizzare a chi addirittura si è scagliato contro chi ha denunciato la cosa, come ad esempio Morandi, Vecchi e Pellacani. A questo punto non si sa se per miopia o per altro. Oggi bisognerebbe chiedere le loro dimissioni. Da questa vicenda emerge un tesseramento con delle anomalie evidenti e cosa forse ancora più grave che qualcuno nel partito ha anteposto interessi di parte sul bene comune. Una carenza preoccupante di classe dirigente di fronte ad un fenomeno che richiede risposte adeguate. Di fronte a quello che potrebbe diventare il Pdl, le tematiche congressuali sono l’ultimo dei problemi. Chissà se ora lo hanno capito tutti”.

Interviene così il Consigliere regionale del Pdl Andrea Leoni a seguito dell’articolo pubblicato in data odierna sulla Gazzetta di Modena dal titolo “Pdl nella bufera: ‘amico’dei clan fra i neo iscritti”.