
Massimo riserbo sull’identità delle quattro persone e sulle piste che hanno portato gli investigatori della Squadra Mobile all’individuazione dei sospettati. Negli ultimi cinque mesi la polizia ha eseguito numerosi interrogatori di persone informate dei fatti già sentite all’epoca dell’omicidio, ma ha anche ascoltato nuovi testimoni che si sono presentati spontaneamente in questura. Inoltre alcuni fucili e il diario del prete (che era cappellano dell’ospedale psichiatrico giudiziario di Reggio Emilia) sono stati analizzati dai Ris di Roma. Il fucile usato dall’assassino era a canne mozze, calibro 12, caricato con piccoli pallini da caccia. Don Amos Barigazzi fu ucciso la sera del 17 ottobre del 1990, dopo che il suo assassino lo fece inginocchiare.




