
Per quanto riguarda invece il dato relativo ai rifiuti pro-capite, che secondo il rapporto farebbe registrare per l’Emilia-Romagna i livelli i più elevati del Paese, occorre chiarire che ciò è dovuto al fatto che la Regione assimila ai rifiuti urbani anche quelli provenienti dalle attività commerciali e dal terziario, che da soli valgono circa il 46% del totale dei rifiuti solidi urbani.
La scelta di tenere assieme rifiuti urbani e speciali derivanti attività commerciali e dal terziario è stata fatta per avere un migliore controllo sul flusso dei rifiuti produttivi e essere in grado di gestirli in modo più efficace.



