
Il procedimento a carico di G.P. prende il via da un episodio avvenuto lo scorso giugno quando il padre di una piccola vittima, amico di famiglia dell’indagato, aveva sorpreso l’uomo mentre molestava la figlia di nove anni.
Seconda la denuncia del padre della bambina, un altro ex amico di G. P. aveva denunciato alcuni anni fa alla magistratura un fatto analogo nei confronti del figlio di 4 anni. In quel caso la Procura fu costretta ad archiviare la denuncia per mancanza di elementi.
G.P, con la scusa del computer collegato in camera da letto riusciva ad attirare le piccole vittime per farli giocare, mentre, stando all’ordinanza del giudice, ne approfittava per molestarli.
Nel corso delle indagini, lunghe e laboriose per ricostruire fatti avvenuti anche molti anni addietro, gli operatori della Polizia municipale modenese hanno potuto appurare che spesso i bambini frequentavano la casa di G.P. perché affidati alla moglie di quest’ultimo che li accudiva come baby sitter.


