Se la Regione Emilia-Romagna non rinnova la convenzione, dal 10 agosto prossimo i Vigili del fuoco si ritireranno, lasciando i sindaci delle zone colpite da terremoto a gestire la situazione con le proprie forze. L’allarme è lanciato dalla Fns-Cisl di Modena, preoccupata per le conseguenze del decreto sulla spending review approvato ieri dal Senato. «La norma sulla riduzione della spesa pubblica toglie ai Vigili del fuoco le risorse economiche, strumentali e umane necessarie a garantire l’attuale livello di sicurezza – afferma il segretario provinciale della Fns-Cisl, Silvano Patrocli – È paradossale che questo avvenga dopo l’ennesima prova delle capacità professionali acquisite sul campo dai Vigili del fuoco, che l’altro giorno hanno smontato letteralmente pezzo per pezzo il campanile pericolante della chiesa parrocchiale di Medolla, permettendo così a circa 200 persone di rientrare nelle proprie case».
La Cisl sottolinea che in questo caso l’intervento dei Vigili del fuoco ha permesso al Comune di Medolla di risparmiare circa 250 mila euro rispetto ai preventivi presentati da imprese private per effettuare la stessa operazione di messa in sicurezza del campanile. Nonostante ciò, la politica decide di tagliare gli organici del Corpo, costretto a sua volta a ridimensionare il dispositivo di soccorso. Dal 20 maggio a oggi nella provincia di Modena gli interventi dei Vigili del fuoco sono stati oltre 64 mila, di cui circa 28 mila per verifica statica; un lavoro reso possibile anche dalla collaborazione di Vigili del fuoco provenienti da tutta Italia. Oggi sono 216 le unità impegnate presso il Comando Avanzato di San Prospero, con 22 interventi complessi di demolizione ancora da evadere; un’altra quarantina di unità è dislocata tra la sede centrale e i cinque distaccamenti della provincia per garantire il soccorso ordinario nel resto del territorio. «Con i tagli si potrà assumere solo il 20 per cento del personale collocato in pensione. Si abbia il coraggio di informare i cittadini che, continuando su questa strada, tra breve non ci saranno più gli stessi livelli attuali di sicurezza e d’intervento dei Vigili del fuoco – continua Patrocli – Dal 20 maggio abbiamo usato tutto quello che poteva viaggiare su strada, compresi mezzi e autoscale degli anni 70. Chiedete conferma ai cittadini, che ci hanno sempre espresso solidarietà quando i mezzi ci lasciavano in panne durante gli interventi. Ora si rischia veramente di lasciare soli i sindaci e, quindi, le popolazioni, ad affrontare problemi enormi in quanto molte zone devono ancora essere messe in sicurezza. Condurremo tutte le battaglie sindacali necessarie, non in difesa di privilegi di categoria, ma per il diritto alla sicurezza che ogni cittadino – conclude il segretario provinciale della Fns-Cisl – deve pretendere dallo Stato e per la difesa della professionalità dei Vigili del fuoco».




