Nella seduta di ieri il Consiglio dei Ministri ha prorogato le scadenze fiscali per cittadini e imprese colpiti dal sisma. E’ il minimo che potesse fare. Occorre molto di più per avviare la ricostruzione necessaria per il ritorno alla normalità.

Che fine hanno fatto tutte le richieste inoltrate a Governo e Regione con documenti sottoscritti da tutti i capigruppo e approvati all’unanimità dal Consiglio provinciale di Modena?

Dov’è Sabattini? Rintracciatelo! E’ urgente che il Presidente della Provincia alzi la voce a Roma come a Bologna perché le istanze dei cittadini non siano solo ascoltate ma accolte con provvedimenti adeguati a dare risorse e fiducia.

E mi domando anche dov’è l’UPI, l’Unione delle Province Italiane, pronta ad erigere le barricate contro l’abolizione delle Province, ma assolutamente assente ad appoggiare le richieste delle Province emiliane sconvolte dal terremoto.

Nella prima riunione consiliare dopo la pausa estiva il 3 settembre si discuterà del riordino delle Province, argomento non certo interessante per i cittadini della Bassa. Dovremo invece aspettare fino al 12 settembre, data prevista per il prossimo Consiglio provinciale, per avere qualche risposta sulla ricostruzione.

Il presidente Sabattini è completamente scomparso dal dibattito politico sul terremoto, quasi come se avesse dato una delega in bianco al governatore Errani.

Mi auguro di essere smentito ma vedo Sabattini più concentrato sulla costruzione dell’ipotetica Provincia dell’Emilia che sulla ricostruzione del territorio della Bassa!

(Dante Mazzi, capogruppo PdL in Consiglio provinciale di Modena)

Allegati: Odg 23 maggio 2012 – Odg 11 luglio 2012 – Convocazione Commissione Capigruppo 3 settembre 2012

*

Modena, 23 maggio 2012

Ordine del Giorno: solidarietà e sostegno alle popolazioni colpite dal terremoto del 20 maggio 2012

Domenica 20 maggio alle ore 4.04 un forte terremoto ha colpito drammaticamente l’Emilia e i territori limitrofi dove le province di Modena, Ferrara, Bologna e Mantova si incontrano, causando 7 morti e 50 feriti.

Oltre 5.000 gli sfollati costretti a lasciare le loro case.

Centinaia le imprese costrette a cessare l’attività che vedono coinvolti oltre 6.000 lavoratori.

Pesantissimo il bilancio dei danni alle abitazioni, agli edifici pubblici, alle imprese e al patrimonio storico-culturale nell’area nord della provincia di Modena, in particolare nei comuni di Finale Emilia, San Felice e Mirandola.

La macchina dei soccorsi si è mobilitata immediatamente messa in moto dalla Protezione Civile nazionale, dalla Regione Emilia-Romagna, dalla Provincia di Modena e dai Comuni per far fronte alla grave emergenza. Insieme ai Vigili del Fuoco, alle forze dell’ordine, al personale sanitario, sono stati impegnati nei soccorsi centinaia di cittadini volontari facenti parte di associazioni della Consulta provinciale di Protezione Civile e anche di associazioni provenienti da molte parti d’Italia.

IL CONSIGLIO PROVINCIALE

ESPRIME

il più sentito cordoglio alle famiglie delle vittime e l’augurio di pronta guarigione per i feriti, la solidarietà e la vicinanza alle popolazioni colpite dal sisma, il ringraziamento a tutti coloro che in questi terribili momenti stanno prestando la loro attività di soccorso;

RITIENE

prioritario mettere in campo tutte le iniziative per affrontare oggi la fase di emergenza con l’obiettivo di dare, nei tempi più celeri, una soluzione abitativa stabile agli sfollati, di fare ripartire le imprese colpite dal terremoto, di fare riprendere le attività degli uffici pubblici, in particolare delle scuole e contemporaneamente di impostare la fase di ricostruzione che ci vedrà impegnati nei prossimi mesi e anni;

VALUTA

positivamente le prime misure straordinarie adottate dal Governo nel Consiglio dei Ministri del 22 maggio 2012;

CHIEDE AL GOVERNO

 di sospendere il patto di stabilità per le Province e i Comuni colpiti dal sisma al fine di agevolare tutti gli interventi che si rendono necessari per affrontare la fase di emergenza e di ricostruzione post-terremoto, in particolare per la difesa del suolo, per le scuole ed edifici pubblici, per la viabilità, nonchè per sostenere la già stremata economia locale attraverso investimenti tempestivi;

 di sospendere il pagamento dell’IMU per le abitazioni e gli stabilimenti per attività produttive e commerciali dichiarati in tutto o in parte inagibili e di adottare urgentemente un provvedimento di proroga dei termini relativi agli adempimenti di natura fiscale per le famiglie e le imprese (dichiarazione dei redditi, pagamento dell’Irpef);

 di concordare con l’ABI la sospensione delle rate per i mutui concessi per prima casa e attività per i soggetti che hanno subito danni comprovati;

 di concordare con la Unione Europea l’eventuale utilizzo di risorse comunitarie da destinare alla ricostruzione e soprattutto da poter investire nel recupero del patrimonio storico e artistico così duramente colpito e che rappresenta un aspetto fondamentale dell’identità delle nostre comunità e un’importante opportunità di crescita culturale e turistica dei nostri territori;

 di mettere in campo tutte le iniziative a sostegno del tessuto economico per quanto riguarda le imprese dell’industria, dell’artigianato, del commercio, dell’agricoltura, che hanno subito danni e di destinare risorse per sostenere e rilanciare gli importanti distretti economici che questi territori rappresentano, in modo tale da far ripartire al più presto la produzione per i mercati nazionale e internazionale;

 di attivare tutti gli ammortizzatori sociali necessari a tutelare l’insieme dei lavoratori coinvolti da chiusura/sospensione di attività per tutti i settori produttivi e per tutte le tipologie di lavoro presenti;

 di negare l’autorizzazione alla realizzazione del Deposito di Gas di Rivara sulla base del principio di precauzione data la vulnerabilità del territorio interessato come ha dimostrato l’evento sismico;

INVITA

il Presidente e la Giunta

 a proseguire nell’impegno dimostrato già in queste ore nel compiere ogni sforzo per affrontare l’emergenza e la ricostruzione anche attraverso la rimodulazione del piano pluriennale degli investimenti, finalizzando ogni sforzo al ripristino delle strutture degli Istituti superiori e la destinazione delle risorse, in accordo con la Regione, in particolare per quanto riguarda i settori agricoltura, attività produttive, lavoro e formazione professionale e recupero del patrimonio artistico storico anche ricercando finanziamenti da fondi europei;

 a svolgere un ruolo di coordinamento, in accordo con la Regione Emilia-Romagna, dei Comuni e dei soggetti istituzionali, economici, sociali e dell’associazionismo al fine di dare operatività alle iniziative per affrontare la fase dell’emergenza e della ricostruzione;

 a richiedere all’ABI che tutte le operazioni bancarie a sostegno del fondo di solidarietà siano esenti da commissioni e/o spese a carico degli ordinanti;

INVITA

 i Consiglieri a devolvere al fondo di solidarietà attivato dalla Provincia un importo pari al gettone di presenza di una seduta del Consiglio;

 la Giunta a diffondere le informazioni:

 di pubblica utilità alle popolazioni colpite in accordo con i comuni;

 sulla raccolta fondi attraverso tutti i mezzi di informazione a disposizione (comunicati stampa, sito internet, Informagiovani, biblioteche, rivista, etc.);

 i cittadini e le forze economiche modenesi a sostenere il fondo di solidarietà.

Conto corrente di solidarietà per raccogliere fondi presso la filiale Unicredit di Piazza Grande a Modena:

Intestazione: codice Iban IT 52 M 02008 12930 000003398693EUR

causale “Terremoto maggio 2012”

IL CONSIGLIO PROVNCIALE

CHIEDE

a Presidente e Giunta

di relazionare periodicamente in Consiglio e in Commissione consiliare sulle attività svolte anche di concerto con le altre Istituzioni.

Il presente Ordine del giorno viene trasmesso al Presidente del Consiglio dei Ministri, ai Presidenti di Camera e Senato, al Presidente della Regione Emilia-Romagna, ai Sindaci, ai Parlamentari nazionali ed europei e ai Consiglieri regionali della provincia di Modena.

Demos Malavasi

(Presidente del Consiglio provinciale)

Mauro Sighinolfi

(Vicepresidente del Consiglio provinciale)

Luca Gozzoli

(Capogruppo PD)

Dante Mazzi

(Capogruppo PDL)

Denis Zavatti

(Capogruppo Lega Nord)

Patrizia Cuzzani

(Capogruppo Gruppo Misto)

Sergio Pederzini

(Capogruppo IDV)

Fabio Vicenzi

(Capogruppo UDC)

*

Al Presidente del Consiglio Provinciale

Al Presidente della Provincia

ORDINE DEL GIORNO: Sisma e ricostruzione

IL CONSIGLIO PROVINCIALE

PREMESSO CHE

A partire dal 20 maggio 2012 sono in corso eventi sismici di notevole entità, che hanno investito un territorio di dimensioni rilevanti – tre regioni tra cui, in modo più significativo, l’Emilia-Romagna; sei province tra cui quella di Modena; decine di comuni, provocando numerose vittime, tra cui 27 morti e centinaia di feriti, e danni materiali di enorme consistenza agli edifici pubblici e privati, all’appartato produttivo e a quello dei servizi;

Tali eventi stanno sconvolgendo la vita di questa comunità e il suo ordinato funzionamento, avendo colpito cose e soprattutto persone, non solo dal punto fisico, ma anche morale e psicologico; larga parte della popolazione ha visto infatti profondamente alterata la propria normale vita familiare, lavorativa e sociale;

La reazione immediata delle istituzioni locali, con la regia della Regione Emilia-Romagna e il supporto della Protezione civile, ha teso ad assicurare nel più breve tempo possibile assistenza primaria alla popolazione, col contributo eccezionale dei dipendenti pubblici, delle forze di pubblica sicurezza, di migliaia di volontari, con un lavoro meritorio cui va il plauso di questo Consiglio, posto che le carenze e i disguidi della rete potranno essere esaminati e valutati solo ad emergenza conclusa;

I danni materiali alle strutture pubbliche e private sono tutt’ora in corso di valutazione e quantificazione, ma sono in ogni caso tali da poter pregiudicare non solo la normale ripresa della vita civile, sociale e produttiva di questa comunità, ma lo stesso contributo significativo che da questo ampio territorio – a fortissima vocazione e concentrazione manifatturiera, nonché caratterizzato da eccellenze nella produzione agroalimentare – viene al reddito nazionale (quasi il 2% del Pil);

Tali danni non sono, con ogni evidenza, rimediabili in tempi brevi e con le sole forze di questo territorio per cui – a seguito dell’immediata dichiarazione dello stato di emergenza da parte del Governo e dei conseguenti provvedimenti assunti dal Capo del Dipartimento della Protezione Civile – si è reso e necessario e urgente per parte del Governo il ricorso alla decretazione d’urgenza, per individuare le risorse e gli strumenti attraverso cui fronteggiare l’emergenza e approntare le prime misure per la ricostruzione;

VALUTATO CHE

Il Dl 74/2012 rappresenta una prima, positiva risposta alle esigenze della popolazione, a partire dal pieno coinvolgimento del governo del territorio locale nella gestione dell’emergenza e della ricostruzione – la nomina del Presidente della Regione quale Commissario straordinario e dei sindaci quali Vicecommisari – che è premessa indispensabile per una gestione efficace, efficiente e partecipata degli interventi;

Le risorse destinate dal decreto (alle quali vanno aggiunte quelle immediatamente reperite dalla Regione Emilia-Romagna, nonché quelle attivabili dall’UE attraverso il fondo di solidarietà per catastrofi e calamità naturali) rappresentano una positiva risposta alle esigenze del territorio, ma risulteranno senz’altro insufficienti alla ricostruzione complessiva;

Non meno importanti appaiono le risorse economiche, i beni e i servizi che stanno provenendo da donazioni di privati cittadini, associazioni del no profit, imprese, istituzioni, ecc. in una risposta di solidarietà nazionale straordinaria per quantità e qualità;

A fianco delle risorse, imprescindibili, per la ricostruzione, occorreranno altresì strumenti di intervento normativi adeguati a fronteggiare, in tempi e modi non ordinari, le diverse incombenze che una calamità naturale di questa portata comporta, a partire dalla possibilità degli Enti Locali di poter operare celermente, anche in deroga ai limiti e ai vincoli ordinari della legge;

RITENUTO CHE

Il primo compito che questo sistema territoriale si è dato, già nel momento in cui veniva affrontata l’emergenza, è stato quello di indicare priorità precise per la ricostruzione, a partire dall’apparato produttivo – assicurando nel frattempo il sostegno al reddito per tutti i lavoratori che si sono visti sospesa la propria attività lavorativa – che deve ripartire immediatamente e nella sicurezza, consentendo un significativo incremento della affidabilità sismica dei fabbricati graduato sul danno subito;

Il secondo obiettivo strategico è quello di ripristinare i servizi pubblici essenziali, funzionali non solo allo svolgimento delle attività di supporto e sostegno immediato alla comunità, ma a quello non meno importante di ripristinare un’accettabile normalità nella vita stessa delle persone: scuole, servizi e strutture sanitarie, impianti sportivi adatti sia per le attività sportive scolastiche sia per le attività delle associazioni/società sportive, ecc.

Il terzo obiettivo strategico è quello di assicurare – dopo la prima risposta emergenziale al bisogno abitativo – soluzioni idonee, ancorché temporanee, alle famiglie che si ritrovano sprovviste di un’abitazione agibile nel breve o nel lungo periodo, soprattutto in vista della stagione fredda;

Il quarto obiettivo strategico è quello di recuperare, mettendo in sicurezza, e ricostruire il patrimonio storico, artistico e monumentale, religioso e laico, tutelando l’indivisibilità del concetto di centro storico, da sempre elemento di identità civile e sociale della memoria delle popolazioni insediate, di ricostruzione, senza nessuna distinzione tra edifici di minore o maggiore valore, e di finanziare con appositi fondi tali azioni, fondamentali anche per il rilancio turistico dell’intera provincia di Modena;

RIBADITO CHE

E’ ferma intenzione di questa Amministrazione assicurare forme e modalità pienamente trasparenti per approntare una ricostruzione del patrimonio pubblico e privato all’insegna del pieno rispetto della legalità, del diritto del lavoro e dell’ambiente, respingendo fermamente ogni tentativo di penetrazione della criminalità organizzata negli affidamenti di lavori e servizi; in questa precisa direzione muove il “Protocollo d’intesa di legalità per la ricostruzione”, firmato nei gironi scorsi in Regione da tutte le rappresentanze istituzionali, sindacali e associative del territorio;

CHIEDE AL GOVERNO E AL PARLAMENTO

Di dichiarare lo stato di calamità naturale per questo territorio;

Di finanziare il Fondo per la ricostruzione previsto dal recente D.L. n. 74 del 6 giugno 2012 attraverso l’emissione di un BOND DI SCOPO, eventualmente garantito da attività dello Stato, da collocarsi presso le famiglie italiane, con un’iniziativa che coinvolga anche il sistema bancario;

Di convertire il Dl 74/2012 recependo le osservazioni raccolte dai rappresentanti istituzionali e delle realtà socio-economiche di questa comunità, a partire dalle proposte che si vanno formulando da parte delle Regioni, delle Province e dei Comuni coinvolti, con l’obiettivo della semplificazione normativa e della pianificazione territoriale;

Di sbloccare immediatamente le risorse stanziate per l’anno 2012, affinché la ricostruzione possa iniziare immediatamente;

Di garantire agli Enti Locali le risorse necessarie nell’immediatezza, superando gli attuali limiti di cassa e assicurando le risorse necessarie per il funzionamento degli enti stessi, già sovraesposti dal punto di vista finanziario a seguito delle spese dettate dall’emergenza, e per i quali si presenteranno enormi difficoltà anche nell’immediato futuro sul fronte delle entrate;

Di sbloccare quindi dai vincoli derivanti dal Patto di stabilità gli Enti Locali coinvolti, almeno per il prossimo triennio;

Di eliminare altresì i vincoli relativi alla spesa e all’assunzione (almeno temporanea) del personale necessario all’espletamento sia delle funzioni essenziali, sia di quelle straordinarie delle amministrazioni comunali colpite dal sisma;

Di prorogare almeno fino alla fine del corrente anno tutti gli adempimenti fiscali già prorogati al 30/9/2012;

Di prorogare almeno fino al 31/12/2013 gli ulteriori adempimenti relativi al versamento di contributi previdenziali, assistenziali e di assicurazione obbligatoria;

Di sospendere almeno fino al 31/12/2013 le rate dei mutui bancari e di ogni altra forma di finanziamento, nonché gli sfratti esecutivi;

Di esentare dall’Imu e della concorrenza alla formazione del reddito delle persone fisiche e delle imprese, quegli immobili che siano risultati parzialmente o totalmente inagibili, o oggetto di ordinanza di sgombro, fino al 31/12/2014;

Di prevedere fin d’ora e in ogni caso, forme idonee e agevolate di rateizzazione di tutte le imposte dirette e indirette e dei contributi previdenziali per le persone fisiche, le imprese ed i lavoratori autonomi residenti o operanti nelle zone colpite dal sisma;

Di ristorare i Comuni dall’ammanco derivante dai provvedimenti di cui sopra;

Di sospendere almeno fino alla fine del corrente anno tutti i pagamenti relativi alle utenze domestiche e industriali (luce, gas, acqua, rifiuti);

Di ristorare le aziende dei servizi pubblici – attraverso idonei “strumenti ponte” per la cassa – degli ammanchi derivanti dal provvedimento di cui sopra;

Di individuare forme dirette, concrete, rapide e non burocratiche per sostenere le imprese del territorio colpite da sisma, a seconda della loro natura e dimensione; in particolare:

 Fondi di garanzia specifici per le PMI;

 Tassi agevolati per le imprese più grandi;

 Credito d’imposta per chi assume lavoratori;

 Detassazione per il reddito d’impresa e di lavoro autonomo reinvestito nell’impresa stessa, in particolare per sostenere gli investimenti di ripristino (o sostituzione) di impianti, macchinari, edifici, ecc.;

Di prevedere almeno fino al 31/12/2013 la sospensione degli studi di settore per imprese, lavoratori autonomi e liberi professionisti residenti od operanti nelle zone colpite dal sisma;

Di effettuare una ricognizione dei danni al patrimonio storico, artistico e monumentale, concertata con gli Enti preposti quali IBACN e Soprintendenze, per ottenere un piano completo di messa in sicurezza (tramite anche fasciature, imperniature e incatenature) e di ricostruzione;

Di estendere il beneficio fiscale già previsto per le ristrutturazioni edilizie a tutti gli interventi di demolizione, ricostruzione o ristrutturazione degli edifici colpiti dal sisma;

Di programmare fin d’ora, con un respiro più ampio, un piano nazionale straordinario di adeguamento sismico di tutti gli edifici pubblici e privati, da sostenere anche con misure di sgravio fiscale;

Di valutare sin d’ora ed in ogni caso le richieste di fiscalità agevolata o di vantaggio per le zone colpite dal sisma, come promosso da sindacati, associazioni di categoria nonché dagli stessi Sindaci dei Comuni terremotati;

Di affidare ad una successiva “legge speciale per la ricostruzione”, da emanarsi entro la fine del corrente anno, ogni altro intervento che sarà ritenuto utile per il sostegno alla ricostruzione, a partire da una più compiuta disciplina fiscale di ampio respiro che da un lato definisca elementi di vantaggio generalizzato per i residenti e le imprese del territorio colpiti dal sisma, dall’altro identifichi ulteriori e più puntuali forme di sostegno, anche fiscale, per i residenti e le imprese che abbiano riportato danni materiali;

CHIEDE ALLA REGIONE

Di accelerare il più possibile i controlli sugli edifici;

Di completare, conseguentemente, la ricognizione dei danni causati dal sisma, anche al fine di stabilire in tempi celeri i criteri di riparto delle risorse a qualsiasi titolo disponibili e programmate, per la ricostruzione e gli indennizzi;

Di approntare – utilizzando al meglio e al massimo tutta l’autonomia concessa dalla legge nazionale e comunitaria – procedure e strumenti amministrativi per la ricostruzione il più possibile efficienti e celeri;

Di valutare sin d’ora ed in ogni caso le richieste di fiscalità agevolata o di vantaggio per le zone colpite dal sisma, come promosso da sindacati, associazioni di categoria nonché dagli stessi Sindaci dei Comuni terremotati

Di consolidare pienamente la positiva esperienza di concertazione istituzionale con Comuni e Province da un lato, con le parti sociali dall’altro;

IMPEGNA LA PROVINCIA DI MODENA

A trasmettere il presente odg alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, a quelle di Camera e Senato della Repubblica, a quelle della Giunta e dell’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna, e ai Sindaci di tutta la Provincia;

A tenere costantemente informato il Consiglio provinciale, nelle forme e nei modi più efficaci e tempestivi, sulla gestione dell’emergenza e sulle scelte che si andranno delineando nelle diverse sedi istituzionali, affinché il concorso alla ricostruzione veda pienamente e fattivamente coinvolto il Consiglio stesso.

I gruppi Consiliari

PD- PDL – LEGA – MISTO – IDV – UDC

*

Alla cortese attenzione di

PRESIDENTE DELLA PROVINCIA

CAPIGRUPPO CONSILIARI

VICE PRESIDENTE DEL CONSIGLIO

SEGRETARIO GENERALE

L o r o S e d i

Oggetto: CAPIGRUPPO CONSILIARI – CONVOCAZIONE DEL 3 SETTEMBRE 2012

La riunione dei Capigruppo Consiliari è convocata per

lunedi 3 settembre 2012

dalle ore 14,30 alle ore 16

sul seguente o.d.g.:

1) Legge recante disposizioni urgenti per la revisione della spesa pubblica con invarianza dei servizi ai cittadini: riordino delle Province e norme di interesse degli Enti Locali e sulla presenza dello Stato sul territorio.

Sarà presente il Presidente della Provincia di Modena Emilio Sabattini.

2) Richiesta della Presidente della Consulta Modenesi nel Mondo di modifica del Regolamento della Commissione Pari Opportunità.

In allegato gli articoli della legge di interesse delle Province.

Cordiali saluti.

Il Presidente del Consiglio MALAVASI DEMOS

Originale Firmato Digitalmente

(da compilare in caso di stampa)

Protocollo n. 74128 del 7.8.2012