Pochi giorni fa abbiamo appreso che gli studenti di Mirandola non avranno il servizio di trasporto pubblico nelle ore pomeridiane per il prossimo anno scolastico, che già si preannuncia difficile per i danni causati dal terremoto.

Il gran rifiuto è giunto da SETA, forse anche “costretta” dalle gravi difficoltà economiche in cui versa la nuova società.

La situazione delle casse del Comune di Modena, tra l’altro socio di riferimento di SETA, non è certamente migliore viste le recenti dichiarazioni di Boschini, vice sindaco con la delega al Bilancio.

Eppure in un clima di ristrettezze e sacrifici per i cittadini il Comune di Modena non finisce di stupire e riesce a contribuire al trasporto scolastico dei nomadi.
Proprio così. Secondo quanto è scritto nella Determina dirigenziale n. 619 del 18 luglio scorso sono stati stanziati 10.000 euro per il trasporto degli alunni nomadi per il primo trimestre dell’anno scolastico 2012-13. Si tratta di una spesa per un servizio personalizzato, non per il normale trasporto scolastico con autobus o pulmini: “il contributo previsto sarà liquidato ai genitori per il trasporto degli alunni nomadi verso i plessi scolastici da loro frequentati“.
Prescindendo dalla legittima domanda se e come saranno effettuatI i controlli per verificare che i contributi non siano stati spesi per altre finalità, ci troviamo di fronte al solito caso di razzismo alla rovescia: di quali analoghi contributi per i loro figli usufruiscono le famiglie modenesi in difficoltà con bollette, imposte (ad esempio IMU), rate del mutuo, caro benzina e magari con posto di lavoro precario? Per loro ci sono le attività promosse dal Comune: “Vado a scuola a piedi”, “Vado a scuola con gli amici”.

Dante Mazzi, capogruppo PdL in Consiglio provinciale di Modena

Determina 619 del 18.7.2012