L’Amministrazione comunale di Spilamberto nei giorni scorsi ha inviato una lettera al Ministro dell’Economia e delle Finanze, Grilli, per sottoporgli alcuni quesiti riguardanti i vincoli del “patto di stabilità” per gli Enti locali.

In particolare si è voluto rappresentare il paradosso di un Comune che ha un debito molto inferiore hai limiti stabiliti dal Governo ma che deve continuare a ridurre il proprio debito senza poter destinare risorse né a nuove opere né a manutenzioni straordinarie su strade e edifici pubblici.

Il Sindaco vorrebbe che il Ministro spiegasse ai cittadini spilambertesi questo paradosso.

Segue la lettera.

LETTERA AL MINISTRO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE.

Al Ministro dell’Economia e delle Finanze Vittorio Grilli

OGGETTO: COMUNE DI SPILAMBERTO – UN CASO SCUOLA.

Spettabile Ministro,

sono il Sindaco del Comune di Spilamberto, un comune di 12.500 abitanti in provincia di Modena.

Le voglio scrivere per rappresentarLe la situazione che un Comune “virtuoso” sta attraversando in questo momento a causa del “patto di stabilità”.

Premetto che in questi otto anni, nel mio ruolo di Sindaco di Spilamberto, ho dovuto preparare ed approvare otto bilanci di previsione del Comune di Spilamberto, praticamente tutti con regole diverse.

Sembra che le “finanziarie”, per la parte degli Enti Locali, siano fatte per complicare la vita ai Comuni e tanto più se questi rispettano ed hanno rispettato le regole.

Tra il 2004 e oggi abbiamo avuto un solo momento di respiro con le finanziarie del Governo Prodi che ci hanno permesso di dare una parziale stabilità ai nostri Enti.

La situazione odierna è paradigmatica e la spiego in breve.

Il Comune di Spilamberto ha venduto una ex scuola incassando, nel 2008, 1.110.000 €, destinati alla costruzione della nuova palestra comunale (assieme all’accensione di un nuovo mutuo), progetto per cui avevamo già iniziato la progettazione (interna al Comune) ed avviato le consultazioni con le Associazioni sportive di Spilamberto.

Con le regole del patto che si sono appesantite tra il 2010 e il 2011 abbiamo dovuto cancellare il progetto sportivo, proprio perché non possiamo accendere un mutuo, visto che l’obiettivo del patto per il 2012 è di 994.000 €. Cifra che potremmo avere serie difficoltà a raggiungere anche se non pagassimo nulla.

Il Comune di Spilamberto ha una quota di spese per interessi inferiore al 2,5 % della propria entrata corrente, ma nonostante questo non possiamo destinare quel milione di euro nemmeno per altri interventi importanti ed urgenti come manutenzioni straordinarie sugli edifici comunali e sulle strade.

Infatti anche se il Comune di Spilamberto prevede, a bilancio preventivo 2012, la restituzione di oltre 460.000 € di quota capitale dei mutui, dobbiamo destinare anche quel milione ad ulteriori estinzioni di mutui in quanto il meccanismo del patto di stabilità è tale per cui solo le spese del titolo III° non vengono computate ai fini del calcolo del saldo obiettivo, mentre i pagamenti di spese in conto capitale sono rilevanti nel momento in cui si verifica l’uscita di cassa.

Ora Le chiedo la gentilezza di aiutarmi a spiegare ai miei concittadini, io non ci riesco, perché un Comune come Spilamberto debba di fatto rinunciare a tutte le nuove opere programmate e debba rinunciare a tutte le manutenzioni straordinarie per ridurre il proprio debito nel 2012 di quasi un milione e mezzo di €.

Inoltre deve accantonare un altro milione di euro nel 2013 per andare ad estinguere altri mutui per quasi un milione e quattrocentomila € anche nel 2013. Quasi tre milioni di € in due anni che porteranno il nostro debito complessivo ad appena 3 milioni e quattrocentomila.

Il Comune di Spilamberto potrebbe arrivare ad avere un debito attorno al 34% delle proprie entrate correnti (compresa la TARSU/TIA) ma azzerando di fatto qualunque lavoro pubblico.

Contro uno Stato centrale che ha un debito più che quadruplo rispetto alle proprie entrate correnti.

Lei come lo spiegherebbe?

La richiesta, in sintesi, che le faccio è invece la seguente.

Perché non si possono eliminare i limiti a nuove assunzioni per quei comuni che hanno una spesa consolidata del personale inferiore al 40% della entrata corrente (comprese TARSU/TIA)?

Perché non si possono eliminare i limiti per accendere nuovi mutui per quei comuni che hanno una spesa per interessi inferiore al 4% della propria entrata corrente?

In attesa della Sua puntuale spiegazione, Le porgo i miei saluti.

Spilamberto, lì 29 agosto 2012.

Il Sindaco

Francesco Lamandini