Riunire i professionisti che si occupano delle cure di fine vita per discutere un modello organizzativo in grado di garantire ai pazienti l’acceso a questo particolare settore delle cure. Questo l’obiettivo di un convegno in programma domani, 20 ottobre (ore 8.30-13.00), nell’Auditorium Famiglia di Nazareth a Modena (via Formigina 319). Oltre a medici, infermieri e professionisti delle aziende sanitarie, interverrà il filosofo Salvatore Natoli che, grazie alla qualità indiscutibile delle sue riflessioni sul dolore nella società occidentale, farà un ragionamento più ampio sulla cura nelle malattie terminali.

Quelle dello cure di fine vita è un tema estremamente attuale e importante: in tutta la provincia di Modena sono oltre 15mila le persone curate a domicilio, delle quali 2.700 sono malati terminali per patologie oncologiche e pazienti cronici con malattie non guaribili. “E’ un po’ come stringersi in cerchio, chiarire i capisaldi della riorganizzazione delle cure palliative e poi ritornare ciascuno nella propria realtà locale a lavorare in modo coerente e coordinato. Abbiamo ritenuto significativo inserire in questo evento una riflessione di alto profilo circa l’esperienza professionale e personale di accompagnamento alla morte dei pazienti terminali” spiega il dottor Paolo Vacondio, Responsabile del Programma cure palliative e hospice.

Il convegno, promosso dal Dipartimento Aziendale di Cure Primarie dell’Ausl di Modena, aprirà con i saluti del direttore generale dell’Ausl Mariella Martini, del direttore generale dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Policlinico Kyriakoula Petropulacos, dell’Assessore alle politiche sociali e sanitarie del Comune di Modena Francesca Maletti. Conduce il dibattito Maria Luisa De Luca, direttore del Dipartimento Cure Primarie, che si concluderà con l’intervento del direttore sanitario dell’Ausl di Modena Guido Pedrazzini.