L’attraversamento ‘identitario’ della Secchia del segretario cittadino della Lega Nord di Modena Stefano Bellei riesce solo a metà. A mancare, questa mattina, non sono stati coraggio o determinazione, ma oggettive condizioni di pericolo. Corrente a oltre 4 metri al secondo e pioggia battente hanno indotto la Digos a imporre lo stop alla nuotata, quando Bellei era già a metà del ‘guado’, qualche decina di metri più a valle a causa della corrente.

Ma per il segretario cittadino del Carroccio l’impresa è solo rimandata. “Rifarò tutto, l’obiettivo rimane ed è quello per cui lavoriamo giorno dopo giorno: piantare il seme dell’indipendenza”.

L’iniziativa – ha spiegato il segretario al termine del tuffo nel fiume, nel corso della conferenza stampa alla trattoria Secchia, a Marzaglia Vecchia  – nasce dalla constatazione dello stato di declino della nostra terra, che ha dimenticato le sue radici e che ha rischiato di essere scavalcata da Reggio nella denominazione della nuova Provincia”. “Dalla fiera dei motori, trasferita a Imola, alla gastronomia, per cui si pensa a Parma, alle ceramiche, lasciate al Cersaie di Bologna, passando per le fermate dell’alta velocità, concesse a Reggio Emilia. Questa sinistra ha svenduto le nostre eccellenze”.

La proposta del Carroccio per il nome della nuova aggregazione territoriale è “Provincia Estense”, chiaro riferimento al periodo ducale, “dimenticato per questioni ideologiche” ha spiegato la storica Elena Bianchini Braglia nel corso dell’incontro con i media.

“Un periodo lunghissimo (Modena è diventata estense nel 1289) ” ha spiegato la studiosa “che ci ha lasciato tantissimo. La nostra città, dal 1598, era una capitale e trattava alla pari con città come Parigi e Londra. Oggi una Provincia come Parma, il cui ducato risale a un periodo ben più recente del nostro (1545), ha saputo valorizzare molto meglio il suo passato ducale, dall’architettura alla musica. Nel caso di Modena questo glorioso passato è stato dimenticato, forse anche per le resistenze opposte dal ducato all’unità d’Italia. Pensiamo che il nostro territorio potrà risorgere solo se avrà il coraggio di guardare alla propria storia senza ‘tabù’ e senza pregiudizi di natura politica”.

Il nostro progetto di Provincia Estense – ha detto Bellei – si inserisce in quello della costituzione di una macroregione del Nord che riunisca aree omogenee sotto il profilo sociale, economico e culturale, in grado di trattare alla pari con le più avanzate regioni d’Europa. Ma per questo serve l’impegno di tutti, dal basso. Ecco il senso del mio ‘tuffo’, un germe di indipendenza contro 150 anni di centralismo”.