Sono circa una ventina i primi sostenitori del comitato modenese della “scuola per Bersani”. Professori, educatori, studenti ed amministratori ed anche le parlamentari modenesi Bastico e Ghizzoni. Di seguito qualche estratto della loro dichiarazione.

Il patto dei democratici e progressisti, la carta d’intenti Italia bene comune, elaborata coralmente in questi anni dal Pd e dal segretario Bersani per guidare il paese, rappresenta una svolta rispetto al neoliberismo imperante ed al consequenziale dilagare populista, poiché rivendica alla buona politica il compito di regolare una finanziarizzazione spinta e a favore della società. Nella carta d’intenti troviamo un’analisi e una prospettiva che facciamo nostra. L’Italia ce la farà se ce la faranno gli italiani, perchè da una crisi radicale – dell’economia e della democrazia – non si esce mai come si è entrati. La sfida è spingere quel mutamento verso un progresso e un civismo più solidi, retti, condivisi. Dobbiamo scegliere se credere nelle risorse del Paese o affidarci alle risorse di uno solo. Se unire le energie disponibili e ripensare assieme l’Europa, o attendere che altri scelgano per noi. Bersani parla di beni comuni e noi, nelle sue idee ci riconosciamo appieno. Per noi sanità, istruzione, sicurezza, ambiente, sono campi dove, in via di principio, non deve esserci il povero o il ricco. Sono beni indisponibili alla pura logica del mercato e dei profitti. Sono beni comuni – di tutti e di ciascuno – e definiscono il grado di civiltà e democrazia del Paese. Sulla scuola e il mondo del sapere, sesto punto del programma Bersani troviamo una prospettiva lungimirante che punta ad unire la società verso un obiettivo comune. La dignità del lavoro e la lotta alle disuguaglianze si incrociano nel primato delle politiche per l’istruzione e la ricerca. Non c’è futuro per l’Italia senza un contrasto alla caduta drammatica della domanda d’istruzione registrata negli ultimi anni. È qualcosa che trova espressione nell’abbandono scolastico, nella flessione delle iscrizioni alle nostre università, nella demotivazione di un corpo insegnante sottopagato e sempre meno riconosciuto nella sua funzione sociale e culturale. Conviene partire da un principio: nei prossimi anni, se vi è un settore per il quale è giusto che altri ambiti rinuncino a qualcosa, è quello della ricerca e della formazione. Nella prossima legislatura partiremo da un piano straordinario contro la dispersione scolastica, soprattutto nelle zone a più forte infiltrazione criminale e dal varo di misure operative per il diritto allo studio. In tutta sincerità non ci sembrano condivisibili i punti di Renzi sulla scuola. Non condividiamo l’abolizione del valore legale del titolo di studio, proposta n° 82 dei 100 punti della Leopolda di Renzi: questa ipotesi è tradizionalmente uno dei cavalli di battaglia delle destre neoliberiste; per ottenerlo occorrerebbe modificare o abolire l’art. 33 della Costituzione Italiana, ma così facendo la scuola diventerebbe un problema individuale come negli USA. La scuola è un diritto per tutti, per questo preferiamo Bersani quando propone un piano straordinario contro la dispersione scolastica. “Gli istituti scolastici devono godere di un’ampia autonomia, anche riguardo alla selezione del personale didattico e amministrativo”, si legge nel programma di Renzi: non è una proposta originale. Berlusconi con il disegno di legge n° 3414 del 1997 l’ha già articolata e presentata alcuni anni fa. La soluzione, a nostro parere è quella dell’ultimo governo Prodi: fare concorsi regolari per tutti (art.97 della Costituzione) e soprattutto prendere coscienza, come dice Bersani, che gli insegnanti italiani e tutto il personale della scuola sono malpagati. Per i motivi che abbiamo cercato di sviscerare in questa breve dichiarazione noi sosteniamo Pier Luigi Bersani come candidato premier, nella convinzione che la ricerca del bene collettivo vada sempre anteposta al bene personale.

Barbieri Fiammetta, Lamandini Francesco, Bastico Mariangela, Magnanini Loretta, Bonezzi Omer, Marescalchi Maria Laura, Bonora Maurizia, Orlandi Riccardo, Cornia Cinzia, Panigadi Angela, Filippi Maria Cleofe, Pini Alberto, Garagnani William, Stella Walter, Ghizzoni Manuela, Tomasselli Massimo, Querzè Adriana, Colombini Stefano.