La Giunta della Provincia di Reggio Emilia, riunitasi questa sera per una prima valutazione del Decreto legge sul cosiddetto riordino delle Province, intende assicurare – come sempre – massima collaborazione e disponibilità nell’attuare le leggi dello Stato.
Nel merito, non ci possiamo però esimere dal sottolineare le incongruenze delle sommarie scelte compiute nel decidere, in tempi così rapidi, una riforma di cui, per altro, ancora non si conoscono i concreti benefici in termini di risparmio economico.
Se riordinare significa modificare per migliorare, ci chiediamo quale miglioramento comporterà l’aver ridisegnato un’Italia che avrà da una parte Province da 1,8 milioni di abitanti (quanto Umbria, Basilicata, Molise e Valle d’Aosta messe insieme) come Padova-Treviso o da 6.500 chilometri quadrati (1.000 in più dell’intera Liguria) come Massa-Carrara, Lucca, Pisa e Livorno; dall’altra Province come Ferrara (359.000 abitanti) o La Spezia (223.000 abitanti e 880 chilometri quadrati).
Ci chiediamo quale senso abbia – di fronte alla mole di riforme di cui il nostro Paese necessita – rivedere solo ed esclusivamente questo ‘pezzo’ dell’architettura dello Stato. Perché senza una revisione anche degli altri livelli istituzionali, queste nuove e riordinate Province – a prescindere dal numero, dal nome e dall’estensione- sono destinate, queste sì, a diventare enti inutili.
Dal Dopoguerra ad oggi, al contrario, tante Province – a partire da quelle dell’Emilia-Romagna – hanno sempre svolto una funzione fondamentale, offrendo servizi ai cittadini (dalle scuole alle infrastrutture, dall’economia alla formazione e tanto altro ancora), sostegno alle imprese, contribuendo a garantire crescita economica e coesione territoriale e sociale. Questo, grazie all’impegno di tanti dipendenti, dirigenti ed assessori che hanno sempre perseguito l’interesse comune e che, qui a Reggio Emilia, hanno conosciuto prima di altri la scure dei tagli, visto che la riduzione di Giunte e organici dirigenziali ed il contenimento dei costi qui sono buona prassi da ben prima dell’avvento del Governo dei tecnici.
Anche per questo la Provincia di Reggio Emilia si presenta a questa nuova fase con un bilancio sano, con una mole di investimenti consistenti, con un lungo elenco di opere realizzate. Tantissimi altri progetti in cantiere rischiano invece di scomparire a causa dell’incertezza in cui da un anno siamo costretti a lavorare e delle condizioni di grande precarietà in cui ci troveremo ad operare anche per tutto il prossimo anno.
Ciò nonostante, la Giunta della Provincia di Reggio Emilia si sente impegnata a completare tutto quello che sarà possibile completare nel rispetto del proprio programma e, innanzitutto, dei cittadini. A prescindere dai ruoli ricoperti, non verrà comunque meno il nostro impegno civile e continueremo, nelle diverse forme, a servire la comunità di Reggio Emilia.
Presidente e Giunta della Provincia di Reggio Emilia




