Secondo la ricostruzione fatta dai carabinieri nell’ambito dell’operazione ‘Camici sporchi’, nel reparto Cardiologia del Policlinico di Modena, sarebbero stati eseguiti esperimenti su pazienti assolutamente ignari con dispositivi medici (stent e palloncini) di bassa qualità, in cambio di denaro da parte di case farmaceutiche e biomedicali. Le sperimentazioni illecite sarebbero state effettuate durante interventi di cardiologia effettuati al Policlinico di Modena tra il 2009 e il 2010 su centinaia di pazienti. Le sperimentazioni venivano svolte sfruttando illegalmente le infrastrutture pubbliche e saltando completamente l’iter previsto.
In carcere è finito G.S., 47 anni, all’epoca dei fatti responsabile del laboratorio di emodinamica del Policlinico. Secondo i carabinieri del Nas era lui a gestire i contatti con le case farmaceutiche e biomedicali. Arresti domiciliari per M.G.M., 60 anni, ex direttore del reparto di cardiologia del Policlinico e per altri sette medici. Solo uno di questi era ancora in servizio a Modena. Gli arrestati sono accusati a vario titolo di associazione per delinquere, peculato, corruzione, falso in atto pubblico, truffa ai danni del Servizio sanitario nazionale, sperimentazioni cliniche senza autorizzazione.
Tutti hanno svolto la propria attività nel reparto di Cardiologia di Modena. Il capitano del Nas di Parma, Angelo Balletta, precisa che “Dei medici arrestati solo quattro sono stati prelevati a Modena, uno lavorava in una struttura sanitaria della Provincia di Bergamo e altri quattro in strutture pubbliche di Roma”.
Nei guai anche i manager di 12 ditte farmaceutiche e biomedicali. Per tutte le aziende è stato disposto il divieto di contrattare con la pubblica amministrazione.
L’inchiesta è partita a febbraio 2011 dopo gli esposti dell’associazione “Amici del cuore” e del Codacons.




