“Desiderio esprimere il mio grande stupore, la mia rabbia e la più ferma e totale condanna per la posizione assunta in queste ore all’Ecofin da Olanda, Finlandia, Germania, Svezia e Gran Bretagna che si oppongono allo stanziamento dei fondi destinati ai terremotati della nostra regione. Una presa di posizione assurda, incomprensibile e da condannare duramente, senza esitazione alcuna”. Questa la dura reazione del Vicepresidente dell’Assemblea Legislativa della Regione Emilia Romagna Enrico AIMI, in riferimento a quanto sta emergendo in queste ore dalla riunione dell’Ecofin a Bruxelles. “Così facendo – ha subito rincarato – si sovrasta un principio fondamentale: quello della solidarietà tra Paesi membri dell’UE. Una posizione inaccettabile, in un’Europa che vorremmo unita anche politicamente e che troppo spesso appare invece solo l’Europa dei mercati e dei mercanti, dove la solidarietà, per alcuni, è un principio troppo spesso disatteso nei fatti.

Senza dimenticare – ha aggiunto AIMI – che anche da questi comportamenti si vede e si tocca con mano quanto alto sia il prezzo dell’assenza di un Governo politico, di cui il nostro Paese ha assoluta necessità. Basti pensare – ad esempio – alla vergognosa situazione di stallo che vede ancora i due nostri marò bloccati lontano dalla loro Patria. A vergogna, dunque, oggi si aggiunge miseria, con quanto sta accadendo a Bruxelles. Non posso infatti pensare che non giungano sacrosanti e doverosi aiuti a tutte quelle migliaia di persone, famiglie e ed imprese del nostro territorio duramente colpite dal sisma dello scorso maggio.

Invito pertanto gli organi di Governo incaricati – ha concluso il Vicepresidente AIMI – ad esperire ogni azione possibile affinchè si sblocchino immediatamente i fondi, senza ulteriori ed inutili meline e perdite di tempo. Il Governo Tecnico, tanto credibile e severo agli occhi degli amici europei quando si tratta di chiedere sacrifici agli italiani, se non interviene con determinazione e autorevolezza in questi frangenti, rischia di mostrare una fragilità ed una debolezza che rischiano di minarne alla base l’autorevolezza”.