“Bad Truckers”, così è stata denominata l’attività investigativa condotta dai Carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Emilia e specificatamente dai militari in forza alla Stazione di San Polo d’Enza che, coordinati dalla D.ssa Valentina Salvi sostituto presso la Procura reggiana, hanno individuato in una decina di autotrasportatori i responsabili del trafugamento di ingenti partite di merci sottratte dai container che venivano loro affidati dalle stesse aziende derubate.
Una quindicina i colpi addebitati agli odierni indagati che hanno sottratto ingenti partite di merci (condizionatori, abbigliamento antinfortunistico, saldatrici professionali, vasche Jacuzzi, forme di Parmigiano Reggiano, 20.000 bottiglie di rum Pampero, macchine da caffè etc..) del valore di oltre 1.500.000 euro recuperate dai Carabinieri sanpolesi e restituite ad una quindicina di aziende derubate delle province di Reggio Emilia, Modena, Bologna, Cuneo, Padova, Milano, Parma, Forlì, Padova e Mantova.
La certosina attività delittuosa è stata “documentata” anche dal sistema di videosorveglianza di un’azienda di autotrasporti di Canossa dove gli indagati facevano tappa per “l’alleggerimento” dei container. Secondo la ricostruzione investigativa, infatti, i camionisti approfittando della disponibilità di container da trasportare dalla sede delle aziende derubate sino ai porti di partenza, facevano tappa a Canossa dove nei locali di un’azienda di autotrasporti (i cui titolari sono risultati i veri registi dell’illecita attività – ndr) svuotavano i container di parte della merce per poi chiuderli e proseguire il viaggio.
Giunti a destinazione, i container, ancora assicurati dal relativo sigillo di sicurezza apposto prima della spedizione, venivano aperti dai clienti finali che accertata l’assenza di parte del carico, inviavano nota di reclamo ai rispettivi fornitori ritenendo vi fosse stato un errore nel carico. Dall’altra parte i fornitori che dopo aver verificato l’assenza di errori non riuscivano a risalire alla merce mancante. L’arcano è stato risolto dai Carabinieri di San Polo d’Enza a seguito delle indagini avviate successivamente all’arresto eseguito il 4 maggio dello scorso anno nei confronti di 5 persone sorprese, all’interno dell’odierna azienda di autotrasporti di Canossa, ricettare circa 400 forme di Parmigiano Reggiano rubate la notte precedente presso un caseificio del luogo.
Si è infatti appurato che 11 persone, prevalentemente autotrasportatori, in diverse occasioni si recavano presso il capannone che ospitava l’azienda di autotrasporti di Canossa (ovvero quella dove erano state rinvenute le forme di Parmigiano Reggiano) dove in tutta tranquillità aprivano i container prelevando la merce che di volta in volta trasportavano. Ricostruzione peraltro confermata anche dal sistema di videosorveglianza di quell’azienda che ha ripreso i responsabili nell’azione delittuosa.
Le risultanze investigative dei Carabinieri concordate dalla Procura reggiana nella persona della D.ssa Valentina Salvi, sostituto titolare dell’inchiesta, hanno portato all’emissione delle ordinanze di custodia cautelare che alle prime ore di sabato mattina sono state eseguite dai Carabinieri di San Polo d’Enza che hanno arrestato con l’accusa di ricettazione continuata in concorso gli autotrasportatori M.M. 32enne originario di Maddaloni (CE) e la compagna W.M. 36enne originaria di Milano, entrambi abitanti a Canossa titolari dell’azienda dove avvenivano gli alleggerimenti delle merci.
Indagati per ricettazione in concorso anche ulteriori 7 camionisti (un 42enne di Castellarano, un 43enne di Canossa, un 39enne di Casalgrande, un 41enne di Poggioreale, un 30enne di Bibbiano, un 46enne di Scandiano ed un 56enne di Spezia) risultati essere gli autotrasportatori a cui le aziende derubate affidavano i container poi alleggeriti.
Nei guai è finito anche un commerciante del settore alimentare napoletano indagato per ricettazione avendo pagato 40.000 euro, sequestrati dai carabinieri, per l’acquisto di 150 forme di parmigiano reggiano. Nelle prossime ore è previsto per i due autotrasportatori arrestati l’interrogatorio di garanzia.


