Era uscita da casa per una corsa ma purtroppo il pomeriggio all’insegna della salute per la donna si trasformò in un pomeriggio da dimenticare: un uomo vedendola passare l’aveva raggiunta da dietro rivelando subito le sue intenzioni: dopo averla afferrata cercò di abusare di lei lasciandosi andare a pesanti palpeggiamenti sino a quando la stessa vittima reagendo con tutte le sue forze e prendendo a morsi la mano dell’aggressore, riuscì a metterlo in fuga dando l’allarme ai Carabinieri. Per quei gravi fatti, risalenti all’aprile del 2010, lo scorso pomeriggio i Carabinieri della Stazione di Corso Cairoli hanno tratto in arresto un 24enne tunisino all’epoca dei fatti domiciliato nel modenese ed attualmente residente a Reggio Emilia. L’uomo riconosciuto colpevole dei reati di violenza sessuale e lesioni aggravate è infatti stato condannato dal GIP del Tribunale di Reggio Emilia a 2 anni e 4 mesi di reclusione.

La sentenza divenuta esecutiva il 25 ottobre scorso ha visto l’Ufficio Esecuzioni Penali della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Emilia emettere l’ordine di carcerazione trasmesso al comando carabinieri della Stazione di Corso Cairoli che vi hanno dato esecuzione lo scorso pomeriggio traendo in arresto il 24enne tunisino condotto al termine delle formalità di rito presso il carcere di Reggio Emilia per l’espiazione della pena.

L’inchiesta sfociata nella citata condanna, racconta dell’ennesimo grave abuso di un uomo nei confronti di una donna. I fatti risalgono al pomeriggio del 14 aprile scorso quando la vittima, trovandosi alla periferia di Fabbrico per la consueta corsetta salutare, notava sul ciglio della strada la presenza di un giovane vicino ad un furgone come se stesse scaricando qualcosa. Dopo aver superato il ragazzo sentiva dei passi provenire da dietro notando lo stesso giovane che con frasi “ammiccanti” la invitava ad avvicinarsi. Quindi l’afferrava lasciandosi andare a pesanti palpeggiamenti con la donna che reagiva. Tra i due nasceva una concitata colluttazione in conseguenza della quale entrambi finivano a terra. La forza della disperazione della donna riusciva a far desistere l’aggressore da ulteriori intenti: ricevuto infatti un morso alla mano, il giovane si alzava dandosi alla fuga. Scossa per l’accaduto e con una prognosi di alcuni giorni per le evidenti escoriazioni al volto ed alla gamba, la donna si rivolgeva ai carabinieri del paese della bassa reggiana dove i fatti sono successi. La descrizione dell’aggressore e del mezzo in suo uso ponevano i Carabinieri ad avviare le ricerche del giovane. La mattina del 15 un giovane corrispondente a quello indicato dalla vittima con un furgone identico veniva localizzato e fermato dai carabinieri. Sul giovane ancora presenti i segni della colluttazione ingaggiata con la sua vittima tra cui un graffio alla testa ma soprattutto il morso alla mano addentata dalla donna nell’estremo tentativo di divincolarsi. Condotto in caserma ed essendo trascorsa la flagranza l’uomo veniva dapprima denunciato e successivamente arrestato con provvedimento restrittivo di natura cautelare richiesto ed ottenuto dalla Procura reggiana. Dopo l’espiazione di 4 mesi e 15 giorni di custodia cautelare l’uomo è stato rimesso in libertà ed ora essendo divenuta esecutiva la sentenza di condanna e dovendo o stesso espiare un residuo pena pari a un anno, 4 mesi e 24 giorni è stato arrestato dai Carabinieri e condotto in carcere.