La cooperazione un modello di impresa capace di salvaguardare l’occupazione anche in momenti di difficoltà economica e finanziaria come l’attuale: a questo grande settore l’Onu ha dedicato il 2012 e il Consiglio comunale di Modena una seduta tematica. Il Pd, con un proprio ordine del giorno, ha voluto perciò ribadire la validità e l’attualità dell’impresa cooperativa e il suo valore economico e sociale. L’auspicio è che anche in futuro “non si intervenga con norme che, come era accaduto per il settore del welfare, rischiano di rendere inaccessibile alle classi più deboli servizi fondamentali per la persona”.
In Emilia Romagna, ogni cento occupati nelle imprese, più del 13% lavora in una cooperativa, quasi il doppio della media nazionale. In questa regione, infatti, sono attive 5.300 cooperative (il 6,7% del totale nazionale) con ben 228mila occupati (il 16,5% del panorama cooperativo nazionale). Vista l’importanza di questo settore, soprattutto in tempi di crisi economica e occupazionale, e in concomitanza con la consacrazione da parte dell’Onu del 2012 come anno mondiale della cooperazione, il Consiglio comunale di Modena vi ha dedicato una seduta tematica e il Pd ha presentato uno specifico ordine del giorno. Nel documento si ricordano le caratteristiche intrinseche del modello di impresa cooperativa, nato in tempi difficili, per dare una risposta ai bisogni di tutti coloro che, a vario titolo, erano esclusi dai circuiti finanziari, economici e lavorativi. Ancora oggi – si ribadisce – le cooperative si sono distinte nel creare occupazione, in particolare per giovani, donne e gruppi sociali più vulnerabili. Le cooperative possono contare su di un patrimonio di valore inestimabile: la fiducia che gli accordano i clienti-consumatori-utenti, il radicamento sul territorio e la partecipazione dei lavoratori. Ciononostante, quattro anni di crisi globale sta logorando anche il tessuto cooperativo per cui, nell’ordine del giorno, il Pd esprime l’auspicio che questo patrimonio collettivo “possa continuare a generarsi con un dialogo tra generazioni di cooperatori per conservare nel nostro territorio un insostituibile patrimonio economico e sociale”, saluta “con soddisfazione la notizia che il paventato allarme dei provvedimenti governativi, nell’ambito della cooperazione sociale, almeno per il prossimo anno, siano rientrati” e auspica che “anche in futuro non si intervenga con norme che, aggravando i servizi di welfare, rischiano di rendere inaccessibile alle classi più deboli della popolazione servizi fondamentali per la persona”.




