La quota maggiore di risorse (42 per cento del totale) va alle attività di rilevanza sociale Il 37 per cento all’arte e alla cultura, il 21 per cento alla ricerca scientifica e tecnologica. 

Nel 2013 la Fondazione Cassa di Risparmio di Modena riuscirà a incrementare leggermente i livelli di erogazione a favore del territorio: circa 19 milioni di euro contro i 18 milioni e 550 mila euro preventivati lo scorso anno. E’ quanto emerge dal documento previsionale per il 2013 approvato di recente dal Consiglio d’Indirizzo della Fondazione. La quota maggiore di risorse (42 per cento del totale) andrà alle attività di rilevanza sociale, per oltre 7 milioni e mezzo di euro; all’arte e alla cultura saranno destinati 6 milioni e 700 mila euro, pari al 37 per cento del totale; un 21 per cento di risorse (3 milioni e 800 mila euro) andrà a finanziare la ricerca scientifica e tecnologica.

Risorse che potrebbero modificarsi e anche crescere in sede di assestamento di bilancio. Già nell’esercizio in corso, grazie alle maggiori entrate e all’utilizzo di fondi accantonati destinati all’emergenza terremoto, le erogazioni della Fondazione dovrebbero superare i 23 milioni di euro.

Aree di intervento

Stanziamento

%

Attività di rilevanza sociale

7.644.000

42,0

Arte, attività e beni culturali

6.734.000

37,0

Ricerca scientifica e tecnologica

3.822.000

21,0

Fondazione con il Sud

700.000

Totale

18.900.000

 

Il Piano Triennale d’Intervento 2013-2015 della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena nasce sotto il segno del sisma. La Fondazione è intervenuta a sostegno delle istituzioni e delle associazioni nel momento dell’emergenza; ha stanziato 6 milioni di euro per la ricostruzione degli edifici scolastici; ha promosso la costituzione di un Fondo nazionale delle Fondazioni bancarie che ha raccolto 5 milioni e mezzo di euro da destinare alla ricostruzione (il 45 per cento delle risorse sono andate al nostro territorio).

Un capitolo centrale, nella stesura del Piano Triennale, è rappresentato dalla crisi economica, aggravata dalle fortissime difficoltà di bilancio degli enti locali che stentano a mantenere i livelli e la qualità dei servizi garantiti finora. Punti altrettanto qualificanti del Piano sono la formazione, la ricerca, la produzione culturale, “in una logica – si legge nel documento di programmazione – che affianca al tema dei servizi sociali quello dello sviluppo, della crescita, della costruzione di risorse comuni su cui contare per la ripresa”. In questo quadro una particolare attenzione viene posta alla questione giovanile.

Il documento conferma, anche per il triennio 2013-2015, tutti i settori di intervento già individuati nel piano triennale precedente. Pertanto l’attività della Fondazione continuerà a svolgersi sui temi del welfare, dell’attività artistica e culturale, della ricerca e della formazione.

 

Attività di rilevanza sociale

“La crisi in corso – dice il Presidente Andrea Landi – esige dalla Fondazione un particolare impegno per il rafforzamento della solidarietà e della coesione sociale attraverso azioni incisive volte a rispondere alle emergenze e a contrastare il disagio. Su questo tema la Fondazione intende individuare le modalità più efficaci per raccogliere le esigenze del territorio, acuite dalla crisi e dalla scarsità generale delle risorse destinate al sostegno del welfare”.

In questo campo l’obiettivo principale della Fondazione resta quello di prevenire e contrastare le situazioni di vulnerabilità dovute alla non autosufficienza, alle vecchie e nuove povertà, a forme di discriminazione e di esclusione sociale. Particolare attenzione sarà riservata al mondo giovanile per favorire la socializzazione, l’attività aggregativa, la formazione e l’inserimento nel mondo del lavoro.

Per la selezione dei progetti sarà privilegiato lo strumento del bando. Anche per il 2013 la Fondazione pubblicherà bandi per la formazione, l’integrazione e la prevenzione dell’abbandono scolastico (Bando scuola); per la diffusione della pratica sportiva come strumento di integrazione sociale (Bando sport); per la promozione dell’integrazione sociale e delle politiche di accoglienza dei cittadini extracomunitari (Bando integrazione multiculturale); per il miglioramento dei servizi di trasporto sociale e d’emergenza; per lo sviluppo di percorsi formativi post-diploma indirizzati all’internazionalizzazione, all’educazione tecnico-linguistica e all’inserimento lavorativo. Di primaria importanza continuerà ad essere il rapporto con il mondo del volontariato, punto di riferimento fondamentale per qualsiasi azione di solidarietà e di rafforzamento della coesione sociale. Un impegno che si concretizza, per il 2013, nell’accantonamento di oltre 800 mila euro nel Fondo Volontariato.

 

Arte e beni culturali

Un posto di primo piano, per la complessità del progetto e l’entità delle risorse messe a disposizione, occupa il piano di recupero e riqualificazione dell’ex Ospedale Sant’Agostino, il futuro Polo culturale della città. Con l’approvazione del progetto definitivo a fine 2012 inizia ora la fase esecutiva dei lavori che riguarderà tutto il prossimo triennio. Il nuovo edificio ospiterà tra l’altro la sede di Fondazione Fotografia Modena, costituitasi di recente come istituto culturale autonomo, che rafforza la presenza e l’importanza di Modena nel campo delle arti visive contemporanee e della fotografia storica.

Massima attenzione anche alla conservazione del patrimonio artistico e monumentale: il 2013 sarà, tra l’altro, l’anno del completamento dei lavori di restauro del Duomo, con particolare riferimento all’abside.

Confermato l’impegno a favore dei principali enti culturali del territorio, dal Teatro Comunale alla Fondazione Emilia Romagna Teatro, dal Festival della Filosofia alla Fondazione Museo Casa Natale Enzo Ferrari; e il sostegno all’associazionismo culturale con l’intento di favorire un maggiore coordinamento dell’offerta culturale.

“La promozione di Modena come città della cultura – spiega Landiè per noi un obiettivo prioritario. L’offerta culturale deve entrare con adeguato risalto nella promozione complessiva del territorio. Credo che da questo punto di vista il polo culturale Sant’Agostino possa diventare il simbolo della vocazione culturale del nostro territorio e costituire una risposta nuova ed efficace agli effetti depressivi della crisi”.

 

Formazione e ricerca

Tre gli obiettivi principali delineati nel Piano Triennale d’Intervento 2013-2015: a) sostenere la formazione avanzata dei giovani per favorirne l’inserimento nel mondo della ricerca e del lavoro; b) consolidare le aree più avanzate e competitive della ricerca scientifica; c) indirizzare i risultati della ricerca verso l’innovazione del sistema delle imprese.

Nel campo della formazione sarà favorito l’inserimento dei giovani in reti di collaborazione nazionale e internazionale attraverso borse di dottorato indirizzate verso i settori della ricerca che godono di maggiori investimenti da parte della Fondazione. Saranno finanziati progetti formativi e di perfezionamento all’estero in imprese collegate al territorio, oltre a tirocini formativi e di orientamento per diplomati degli istituti tecnici e professionali.

Nel campo della ricerca un posto di rilievo occupa il progetto del Centro di medicina genomica che andrà ad affiancarsi al Centro di medicina rigenerativa “Stefano Ferrari”. Obiettivo: promuovere la ricerca nel campo della diagnosi e cura delle malattie utilizzando le tecnologie genomiche più avanzate. In programma anche il finanziamento di un Centro Interdipartimentale Grandi Strumenti al servizio di più gruppi di ricerca in collaborazione con le imprese.