Il Questore di Reggio Emilia ha decretato la chiusura per 7 giorni , a partire da ieri 30 gennaio, di un bar-caffè di via F.lli Manfredi nr.12/A in città, gestito da una cittadina cinese C. L. Fondamento del provvedimento interdittivo è l’operazione, condotta nei giorni scorsi, da militari dipendenti della Stazione Carabinieri di Bagnolo in Piano che, in occasione di apposito servizio di controllo nel citato bar, finalizzato alla prevenzione e repressione dello spaccio di sostanze stupefacenti, denunciavano un cittadino egiziano, avventore del locale, in quanto responsabile del reato di “detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente” (hashish e marijuana), rinvenuta occultata nelle scarpe e sulla sua persona.
Nel corso dello stesso servizio, i militari procedevano anche al controllo del locale dove rinvenivano, al primo piano, occultati sotto un tavolo della sala fumatori, nr.3 pezzi di sostanza stupefacente di alcune decine di hashish ed un coltello.
Nel trascorso mese di dicembre, altro intervento sul bar era stato effettuato da personale dalla Squadra Volanti della locale Questura, per sedare, tra un gruppo di avventori, una lite in atto, per la quale sono stati deferiti a piede libero, ai sensi dell’art.588 C.P., per il reato di “rissa”, due cittadini di nazionalità cinese ed uno proveniente dall’Equador, quest’ultimo con a carico precedenti di polizia per il reato di “furto”, che si erano fronteggiati, armati di bottiglie e di una spranga, riportando ferite giudicate guaribili con prognosi dai 7 ai 20 giorni.
Dalla ricostruzione dei fatti è emerso, inoltrei, che i gestori del bar non avevano mai richiesto l’intervento delle Forze dell’Ordine per segnalare situazioni che si poteva presumere avessero a che fare con l’uso e lo spaccio di sostanze stupefacenti.
Detto comportamento, appare in evidente e stridente contrasto con gli obblighi scaturenti dal possesso di un titolo di P.S. per la gestione di un pubblico locale, divenuto abituale ritrovo di persone pregiudicate e pericolose, tale da costituire un costante e concreto pericolo per l’ordine e la sicurezza pubblico, tanto da determinare l’intervento interdittivo da parte dell’Autorità di P.S. con l’emanazione del provvedimento di sospensione adottato.




