
Non vanno meglio le cose nella nostra provincia. Il 2012 si chiude con una variazione media delle vendite rispetto all’anno precedente negativa (pari al -7,6%), continuando una serie negativa ininterrotta dal 2008. La disoccupazione, che nel reggiano si è impennata al 5% nel 2009, continua a tenersi su livelli di 2 o 3 punti superiori rispetto al periodo precrisi, chiudendo il 2012 al 4.8%.
«Alla luce di questi dati –commenta Donatella Prampolini Manzini, presidente di Confcommercio Imprese per l’Italia Reggio Emilia- ci sembra più che opportuno riaprire il tema delle aperture domenicali e festive. L’aumento dei fatturati, come presumibile, non c’è stato e perseverare nella divisione di una torta sempre più misera in più giorni e con costi sempre maggiori, anche volendo fare una valutazione esclusivamente di tipo economico, non trova nessuna motivazione logica.»
«Ci auguriamo inoltre –aggiunge infine la presidente Prampolini Manzini- che le Amministrazioni Pubbliche leggano molto attentamente questi dati, prendendo finalmente consapevolezza del fatto che ulteriori nuove aperture di grandi strutture di vendita decreterebbero l’implosione del nostro tessuto commerciale».

