
«I dati complessivi non sono negativi – ha spiegato Zincani – ma bisogna tenere conto che la strategia attuale della mafia è mutata: sono diminuiti i reati predatori ed estorsivi, cui però fa da contraltare un proliferare di nuove società con capitale sociale minimo e soggetti incensurati, che nei momenti di crisi intervengono come interlocutori leciti e poco sondabili nelle procedure di concordato e ristrutturazione aziendale. L’attività di controllo sui capitali – ha aggiunto – è quindi molto complessa, per questo è fondamentale la vigilanza dei professionisti del settore, dagli avvocati ai notai ai commercialisti. ».
Il procuratore ha segnalato inoltre «la difficoltà ulteriore, nelle attività investigative, legata alla governance delle società: sono sempre meno le spa, ed è quindi più complicato sviluppare politiche di controllo». Preoccupante, a detta del procuratore, anche il sistema di affitto di aziende «che in caso di fallimento finiscono automaticamente all’affittuario in virtù del diritto di prelazione».


