
Chiede anche ai livelli di governo competenti: l’approvazione di una legge quadro che rafforzi le funzioni e le competenze dei Comuni superando l’ambito della sicurezza e dell’ordine pubblico, allo scopo di tutelare in modo più efficace i soggetti più vulnerabili, perché in giovane età o perché bisognosi di cure di tipo sanitario o socio–assistenziale, ma anche allo scopo di prevenire le forme di gioco cosiddetto compulsivo; che la ludopatia venga inserita come patologia nell’ambito di applicazione dei livelli essenziali di assistenza socio-sanitaria e socio-assistenziale, a carico del Fondo sanitario nazionale e del Fondo per le politiche sociali; che il fondo sia incrementato con le entrate derivanti dalla riscossione delle sanzioni amministrative pecuniarie e con lo 0,1% delle somme giocate destinate alla remunerazione degli operatori e dei concessionari inseriti nell’elenco slot; che sia istituito, presso il Ministero della Salute, l’Osservatorio nazionale sulle dipendenze da gioco d’azzardo e ludopatia, per monitorare il fenomeno della dipendenza patologica da gioco d’azzardo e i costi sociali associati al gioco eccessivo; che a livello nazionale e regionale si implementino specifici percorsi di prevenzione, cura e riabilitazione per dare la possibilità ai cittadini, dipendenti dal gioco, di accedere ad un percorso di sostegno e, con l’inserimento della ludopatia nei Lea, a protocolli d’intervento specifici; di promuovere, a livello nazionale, l’obbligo presso i soggetti gestori o concessionari di slot machines di un lettore capace di leggere la banda magnetica della tessera sanitaria in modo da regolamentare l’accesso alle macchine ed impedire così l’accesso al gioco d’azzardo ai minori; di implementare, a livello nazionale, un sistema per una più puntuale tracciabilità degli ingenti flussi di denaro che gravitano attorno al fenomeno, che, dalle cronache recenti, pare siano spesso anche proventi frutto di attività della criminalità organizzata.




