
“In genere il caregiver è una donna, che ha più di 50 anni e non necessariamente ha smesso di lavorare: ricopre quindi un ruolo molto faticoso, che dev’essere valorizzato” ha ricordato oggi, presentando il Caregiver Day regionale, l’assessore alle Politiche sociali Teresa Marzocchi. “Con quest’iniziativa – ha aggiunto l’assessore – vogliamo rendere ancora più evidente una figura importante, all’interno del welfare, che c’è, che esiste, e che non va lasciata sola”. Il Caregiver Day regionale 2013 si svolge a Carpi, il 24 e 25 maggio: “Andiamo in un comune che si trova nel cratere: siamo ‘dentro’ il terremoto – ha concluso Marzocchi – con l’impegno a uscirne meglio di prima”.
Partendo da una risoluzione votata all’unanimità, l’Assemblea legislativa sta lavorando a una proposta di legge sul caregiver familiare. “Contiamo di depositarla entro un mese” ha annunciato la consigliera regionale Paola Marani. Un provvedimento legislativo che garantisca il “riconoscimento del lavoro che i caregiver svolgono e i diritti che questo comporta”, prevedendo anche una certificazione delle competenze acquisite da parte di chi si occupa del familiare malato.
Anziani non autosufficienti e disabili in Emilia-Romagna, i dati
All’interno del Fondo regionale per la non autosufficienza (Frna, anno 2011) hanno beneficiato dell’assegno di cura (che va da un minimo di 300 a un massimo di 1000 euro al mese) 18.000 anziani non autosufficienti, 1.600 disabili gravi e 590 persone con gravissima disabilità acquisita per un totale di 53,7 mln di euro di cui 43,2 destinati agli anziani e 10,5 ai disabili. Il 27% dei contratti di assegno di cura prevede l’aiuto di un assistente privato (perlopiù badanti) e il 73% del caregiver familiare. 16.300 anziani non autosufficienti hanno usufruito del servizio di assistenza domiciliare socio-assistenziale; quasi 8.000 sono stati seguiti in percorsi di dimissioni protette. 850 persone disabili hanno utilizzato servizi di assistenza domiciliare socio-assistenziale e 1580 di assistenza domiciliare socio-educativa.
Ai centri diurni, presenti su tutto il territorio regionale, hanno avuto accesso 4.800 anziani non autosufficienti, 2.400 disabili (ai centri socio-riabilitativi diurni) e 2.300 disabili ai centri socio-occupazionali e ai laboratori protetti. Servizi di accoglienza temporanea sono stati garantiti a 6.300 anziani non autosufficienti (i cosiddetti “ricoveri di sollievo”) e a 440 disabili. Nel corso degli anni, sempre con le risorse del Fondo regionale per la non autosufficienza, sono stati realizzati 51 Caffè Alzheimer; inoltre, su tutto il territorio dell’Emilia-Romagna, sono attivi poco meno di 100 gruppi di auto-mutuo-aiuto. A tutto ciò si aggiunge l’attività formativa (oltre 150 le iniziative) svolta nei 38 distretti socio-sanitari.
Il Cargiver Day regionale 2013
Quando un familiare assume volontariamente l’impegno di fornire aiuto e supporto a un proprio congiunto che non è in grado di svolgere autonomamente le “azioni” necessarie alla vita quotidiana a causa dell’età, di una disabilità o di una malattia, si fa carico di un compito difficile e gravoso. Per questo l’azione dei caregiver – figure sempre più centrali nel welfare e nell’assistenza – non può essere spontanea e guidata solo da affetto e buon senso. Spesso il carico assistenziale all’interno della famiglia è gestito da un’unica persona, che rischia di venire via via isolata e di isolarsi emotivamente e socialmente. Ci sono caregiver che devono conciliare lavoro e cura; caregiver anziani; caregiver costretti a conciliare scuola e cura. Di tutto questo si discuterà a Carpi il 24 e 25 maggio, in occasione del Cargiver Day: un’iniziativa a valenza regionale, voluta per sensibilizzare la cittadinanza e valorizzare il ruolo del familiare che si prende cura. Contestualmente, altri ambiti distrettuali della regione hanno organizzato momenti “ad hoc” sul tema dei caregiver: Correggio, Modena, Sassuolo, Pianura ovest (Bo), San Lazzaro, Ferrara, Cesena e Riccione hanno aderito alla giornata regionale valorizzando i servizi/interventi attivi a sostegno dei caregiver a livello locale e promuovendo l’apporto dell’associazionismo e del volontariato.



