
“Dalle prime valutazioni – spiega Boschini – sembrerebbe garantita la copertura totale per gli enti locali, non solo cioè rispetto alla quota riferita all’aliquota minima del 4 per cento. Se così non fosse, però, si aprirebbe un problema enorme. Per il Comune di Modena, infatti, l’Imu sull’abitazione principale vale complessivamente 21 milioni di euro, sette dei quali sono riferiti all’aliquota aggiuntiva dell’1,2 per cento. E sette milioni sono tanti… Ci aspettiamo presto la conferma che la copertura è garantita su tutta la cifra. Non voglio pensare – aggiunge Boschini – che i Comuni siano lasciati con il cerino in mano”.
Per l’assessore al Bilancio, comunque, è positiva “la riduzione del carico fiscale per le famiglie, anche se, personalmente, avrei trovato più utile e più equa una diversa modulazione delle aliquote. Con l’abolizione, infatti, il vantaggio maggiore è per chi avrebbe dovuto pagare di più. Avrei preferito, inoltre, un segnale rispetto alle imprese che, in questo momento, avrebbe rappresentato un autentico sostegno allo sviluppo”.
Molto positivo, invece, il giudizio sull’annuncio dello sblocco di ulteriori dieci miliardi di euro di pagamenti alle imprese a livello nazionale. “Valuteremo quali possibilità ci sono, ma se sarà possibile – annuncia Boschini – ci candidiamo per una decina di milioni di euro di ulteriore spazio finanziario al di fuori del Patto di stabilità, dopo aver completato in pochi mesi i pagamenti alle imprese per quasi 19 milioni sulla base dello spazio finanziario concesso in aprile. Questo provvedimento rappresenta un aiuto concreto per attenuare gli effetti del Patto ed è una misura che incide positivamente sull’economia locale favorendo la ripresa e l’occupazione”.
Per Boschini è ancora prematuro, invece, fare valutazioni sulla service tax e sul futuro della Tares. “Vedremo come saranno definiti questi provvedimenti, per ora possiamo commentare positivamente – spiega l’assessore – le dichiarazioni del ministro Saccomanni il quale assicura che saranno all’insegna del federalismo fiscale. Speriamo davvero che i Comuni non siano costretti, come nel recente passato, a decidere con margini di manovra minimi e siano messi nelle condizioni di fare scelte sulla base delle esigenze del tessuto locale e non su criteri e imposizioni dettate da Roma”.




