
Favia ricorda inoltre che i vertici aziendali del nosocomio bolognese vengono “costantemente a conoscenza di disfunzioni dell’organizzazione e di inadempienze”, prevalentemente a seguito di denunce anonime, di esposti e di lettere dei sindacati.
Il consigliere interroga quindi la Giunta per sapere se non ritenga opportuno revocare l’incarico ai vertici aziendali che “non esercitano le loro funzioni di controllo, necessarie a evitare casi come quello verificatosi all’ospedale Maggiore, nonostante siano dotati di un apparato tecnico più che adeguato”.
Favia chiede ancora se la Regione abbia quantificato il danno di immagine all’intera sanità regionale, se intenda rivalersene e nei confronti di quali soggetti e sollecita la predisposizione di percorsi di ascolto “certi e tutelati” per gli stessi operatori sanitari, “oggi costretti a ricorrere a denunce anonime per l’impossibilità di comunicare con i vertici aziendali e per timore di ritorsioni”.
Il consigliere domanda infine se la Giunta ritenga o meno opportuno attuare lo sblocco del turn over e se abbia svolto un confronto con le tecniche a cui sono ricorse altre Regioni, come il Veneto, allo scopo di attenuare il problema delle liste di attesa.



