Gian-Carlo-Muzzarelli«I 50 milioni di euro messi a disposizione delle imprese, dei territoti colpiti dal terremoto, per realizzare attività di ricerca rappresentano una grande opportunità per tutto il tessuto imprenditoriale dell’area del cratere. Una grande occasione per tutte le imprese, dall’agroalimentare al biomedicale, dalla meccanica al tessile».

Lo ha precisato l’assessore regionale alle attività produttive Gian Carlo Muzzarelli in merito all’ordinanza n.109 emanata, nei giorni scorsi, dal Commissario delegato per la ricostruzione e presidente della Regione Vasco Errani che approva la programmazione delle risorse finanziarie utilizzabili per il sostegno a programmi di ricerca per le aree colpite dagli eventi sismici del 20 e 29 maggio 2012.

Tre le tipologie di progetti finanziabili già individuate con un apposita delibera della Giunta regionale. Ai progetti di ricerca e sviluppo delle Pmi andranno 25 milioni di euro, ai progetti di ricerca e sviluppo con impatto di filiera o previsioni di crescita occupazionale 20 milioni e 5 milioni per le acquisizione di servizi di ricerca e sperimentazione. L’ordinanza, negli allegati, prevede le modalità per la presentazione delle domande che debbono essere realizzate su un apposito applicativo online sul sito http://www.regione.emilia-romagna.it/terremoto .

Per quanto riguarda le tempistiche, le domande possono essere presentate: dal 3 dicembre al 19 dicembre per i progetti di ricerca e sviluppo delle Pmi; dal 29 ottobre al 13 novembre per il filone acquisizione di servizi di ricerca e sperimentazione; dal 22 gennaio 2014 al 6 febbraio 2014 per i progetti di ricerca e sviluppo con impatto di filiera o previsioni di crescita occupazionale.

«Nei bandi appena pubblicati per la ricerca e sviluppo – aggiunge Muzzarelli – sono incluse anche le imprese del settore tessile. L’identificazione delle filiere non è basata sul principio burocratico dei codici Ateco, spesso fra l’altro non corrispondenti alla realtà, quanto a delle filiere tematiche di sviluppo tecnologico che solo in parte si legano a settori industriali specifici. Pertanto, se un’impresa del tessile abbigliamento vuole presentare un progetto di ricerca basato sulle Ict per l’introduzione di nuove metodologie di gestione, progettazione o commercializzazione, lo può fare, rientrando nella filiera Ict e multimedia. Se un’impresa del tessile abbigliamento vuole fare un progetto di ricerca per produrre abiti con nuovi materiali a carattere salutistico o riprogettati per finalità sempre di carattere salutistico, lo può fare, rientrando nella filiera della salute e del benessere. Se vuole fare un progetto di ricerca per nuove tecniche di produzione nelle varie fasi di produzione e trattamento, lo può fare, rientrando nella filiera meccanica».