
“La Confesercenti, per invertire questa drammatica tendenza, ha da tempo avanzato alcune proposte: sono necessarie innanzitutto una vera spending review che aggredisca gli sprechi e l’avvio di una profonda riforma istituzionale; bisogna ridurre la pressione fiscale e rafforzare il ruolo e la solidità patrimoniale dei Confidi per consentire l’accesso al credito delle imprese; servono politiche turistiche in grado di sfruttare l’enorme potenzialità del settore; sono necessarie inoltre politiche del lavoro che incentivino l’occupazione, che prevedano, ad esempio, la riduzione dei costi dei contratti a tempo determinato e gli oneri per gli apprendisti, quelli più utilizzati nei settori del commercio, servizi e turismo.
Inoltre – ha continuato Manzoni – serve un piano straordinario per le PMI delle città; è questo un appello che da tempo rivolgiamo, inascoltati, alle amministrazioni locali: occorre studiare misure di supporto, come ad esempio un Fondo vero e proprio a sostegno di chi intende aprire un’attività, che preveda agevolazioni al credito, sugli affitti e sulle tasse locali. Occorre infine la revisione della pianificazione territoriale, che non faciliti ulteriormente la grande distribuzione a scapito del piccolo commercio, anima e ricchezza dei nostri centri storici.”
Dalla ricerca sui consumi delle famiglie in Emilia Romagna, curata da Nomisma per Confesercenti regionale, “emerge che ben il 92% delle famiglie ha cambiato i comportamenti di acquisto negli ultimi 2-3 anni – sostiene il direttore di Confesercenti E.R., Stefano Bollettinari – e il 52% di queste ha diminuito la spesa. L’indagine dimostra che per incidere in maniera apprezzabile sui consumi delle famiglie nel 2014 occorrono, riduzioni del carico fiscale ben maggiori rispetto a quelle finora annunciate dal Governo ed è quindi questa la direzione da prendere. L’austerity da sola non fa che deprimere un contesto già debole e in grave difficoltà.”.
Silvia Zucconi (Responsabile della Promozione e Sviluppo di progetti relativi al settore Commercio e Consumi di Nomisma) nella sua relazione ha evidenziato che “La spesa media mensile delle famiglie dell’Emilia Romagna per il 2012 è stata di 2.834 euro; un dato superiore, rispetto alla media nazionale che si attesta a 2.419 euro, ma in calo rispetto al 2010 (-2%). I segni della riconfigurazione della spesa per consumi delle famiglie emergono non solo dalle statistiche ufficiali ma anche e soprattutto dall’indagine che Nomisma ha realizzato per Confesercenti Emilia Romagna.
Il 92% delle famiglie dell’Emilia Romagna ha cambiato le abitudini di acquisto con l’obiettivo di risparmiare (il 49% ha radicalmente cambiato il proprio modello di consumo, il 43% lo ha fatto solo in parte). Sono le famiglie a basso reddito (68%) o quelle in cui almeno un componente ha perso il lavoro o è in cassa integrazione (69%) ad aver trasformato in modo radicale i comportamenti di acquisto; ma la crisi non ha risparmiato nemmeno le famiglie con figli dove la quota di nuclei che ha cambiato sostanzialmente le abitudini di consumo riguarda il 53% delle famiglie. La motivazione principale di tale trasformazione è evidente: la situazione economica delle famiglie dell’Emilia Romagna è “molto peggiorata” (lo dichiara il 13% dei responsabili degli acquisti) o “peggiorata” (50%).
Come cambiano i comportamenti d’acquisto? Il 31% delle famiglie emiliano romagnole negli ultimi 2-3 anni ha acquistato di meno in generale (riducendo le quantità), il 25% compra solo in promozione, il 19% prima di acquistare un prodotto controlla i volantini, il 10% compra solo l’essenziale, l’8% compra marche che costano meno – conclude Zucconi.
Hanno partecipato, oltre ad un centinaio di imprenditori componenti l’Assemblea, per la Confesercenti E.R. il presidente Roberto Manzoni e il direttore Stefano Bollettinari, il presidente della Confesercenti nazionale, Marco Venturi, l’assessore regionale al commercio e turismo, Maurizio Melucci, nonché Sergio De Nardis, Chief economist di Nomisma, e Silvia Zucconi responsabile della Promozione e Sviluppo di progetti relativi al settore Commercio e Consumi di Nomisma, Massimo Foschi presidente della Confesercenti di Forlì e Monica Ciarapica presidente Asshotel di Cervia.
L’Assemblea è stata l’occasione per fare il punto della situazione delle piccole e medie imprese e delle famiglie emiliano romagnole e del loro potere d’acquisto sulla base di una ricerca commissionata da Confesercenti E.R. a Nomisma.




