
Quando l’altro pomeriggio i Carabinieri di Via Adua si sono presentati presso l’abitazione della madre (peraltro ai domiciliari ndr) la donna alla richiesta dei carabinieri ha negato la presenza del figlio che è stato bloccato dai militari mentre si trovava su un terrazzo di una camera pronto a fuggire. I Carabinieri della Stazione di Reggio Emilia Santa Croce (che avevano circondato l’immobile proprio per evitare la fuga del ragazzo) non hanno infatti creduto alla madre procedendo ai controlli nell’abitazione che hanno portato a localizzare il giovane che veniva fermato ed arrestato in esecuzione al citato provvedimento restrittivo concernente una condanna per fatti riguardanti illecita detenzione di armi risalenti al 2007 allorquando l’interessato era minorenne.
Modalità di arresto che ricordano quelle del 2009 a Rosarno allorquando venne arrestata la madre. La donna quel giorno di aprire la porta non ne voleva proprio sapere e per entrare gli inquirenti erano stati costretti a forzare la saracinesca del garage comunicante con l’abitazione. Una volta dentro oltre al fucile a pompa e cartucce nascoste in lavatrice venne trovato anche il figlio (ovvero l’odierno 23enne ndr) nascosto sotto il tetto (era ricercato per aver sparato, a mo’ di bravata, in piazza a Rosarno). Il giovane al termine delle formalità di rito è stato condotto nel carcere di Reggio Emilia per l’espiazione della pena.




