
“Si sono rivolte al mio studio – precisa Jasonni in una nota – numerose famiglie che con l’alluvione, in un attimo, hanno perso tutto. Vivono sfollate, come in tempo di guerra, nella consapevolezza che le loro abitazioni e i loro domicili professionali, travolti dalle acque, saranno irrecuperabili. E’ crollato un mondo – prosegue l’avvocato – e non sono colpite solo le case, ma anche i circostanti insediamenti industriali, le coltivazioni agricole, gli allevamenti del bestiame. Queste famiglie mi incaricano di collaborare con la Magistratura, approfondendo le responsabilita’ penali, amministrative e civili di un tragico, prevedibile evento che ha cause ben precise in capo agli enti, ai pubblici ufficiali e agli incaricati di un pubblico servizio, che dovevano sovraintendere, e non lo hanno fatto, alla cura del territorio”.
“Mi faccio portavoce – dichiara ancora l’avvocato – del commosso ringraziamento dei miei clienti a quelle prime voci istituzionali e a Confagricoltura, che hanno avuto il coraggio di dire subito la verita’, ovvero hanno puntato il dito non su Giove pluvio o sulle nutrie, quasi non fosse noto a tutti, e da decenni che le nutrie scavano negli argini dei fiumi, ma sul vergognoso stato di degrado dell’ambiente anche nel nostro circondario. Quella che e’ mancata, e radicalmente, e’ stata la custodia delle acque pubbliche e, piu’ in particolare, la cura del corso, dell’alveo e degli argini dei fiumi. Trattasi – dice ancora Jasonni – di beni costituzionalmente protetti, e non solo per la salvaguardia del paesaggio, ma anche per la difesa della vita e della salute dei cittadini. Questa alluvione si situa in un contesto piu’ ampio che esige finalmente Giustizia: siamo diventati non il giardino, come si era, ma la discarica dell’Europa”.
(ANSA)




