Nella settimana della festa della donna, mercoledì 5 marzo sul tema Donne, ideato dal Centro Studi Religiosi della Fondazione Collegio San Carlo di Modena (via San Carlo, 5) la conferenza dal titolo intrigante Il corpo della donna. Antropologia dei sistemi religiosi, a cura di Adriana Destro.

Destro è stata docente di Antropologia culturale e fondatrice del Laboratorio Etno-Antropologico presso l’Università di Bologna. Ha elaborato un modello antropologico di studio delle origini cristiane messo alla prova della ricostruzione storica ed esegetica, da cui è emersa una visione complessa della struttura sociale, delle forme di relazione e delle pratiche rituali entro cui prende senso il movimento gesuano. Più recentemente ha dedicato le sue ricerche all’analisi e comprensione delle trasformazioni in corso nella società turca. Tra i suoi libri: Forme culturali del cristianesimo nascente (et al., Brescia 2005); L’uomo Gesù. Giorni, luoghi, incontri di una vita (et al., Milano 2008); Femminile e personale. Esplorare mondi in transizione (a cura di, Roma 2010); Rappresentare. Questioni di antropologia, cinema e narrativa (a cura di, Bologna 2012); I volti della Turchia. Come cambia un paese antico (Roma 2012).

ll rapporto con il corpo e la corporeità è ricco di implicazioni antropologiche, filosofiche e teologiche; nel Cristianesimo, così come in altre religioni, ha assunto una rilevanza fondamentale per il suo legame con l’anima, al centro delle specifiche considerazioni sulla persona umana. Nella realtà contemporanea è più che mai protagonista perché attorno al corpo ruotano le problematiche riguardanti il legame che unisce la materia e lo spirito, il valore di questa esistenza terrena e la speranza in un’altra vita.

In questa conferenza Adriana Destro esamina le diverse concezioni del corpo secondo la prospettiva antropologica e religiosa fornendo materiali, spunti di riflessione per approfondire l’argomento, inevitabilmente spostando il focus dell’incontro specificamente sul corpo della donna, in un momento storico di profonda crisi, soprattutto culturale e morale; una desertificazione delle coscienze; un vuoto e un’assenza di norme e valori condivisi; un’arrogante mancanza di rispetto.

La donna è estremamente evidenziata dalle funzioni della maternità, della filiazione, del child-care – spiega Destro – Sono funzioni che la singolarizzano, anche se non sono assolutizzate e isolate dai ruoli di altri corpi (del compagno, della parente, dell’antenata, della curatrice). In casi diversi da quelli della maternità, il corpo femminile può essere dissimulato o ignorato, dominato da altre fisicità. In altre occasioni ancora, esso diventa una bandiera, uno strumento della rivendicazione, consapevolmente esibito per rafforzare la ragnatela relazionale di un gruppo e di una società. Le rivoluzioni, armate o meno, hanno spesso messo in scena corpi femminili combattivi, che reclamano un posto nella lotta accanto ai corpi maschili. Alcune situazioni invece sono imperniate su figure sempre in penombra o “desunte” da posizioni maschili (donne segregate dall’uomo, co-mogli e concubine, donne di mafia, alter ego di capi, vergini divinizzate, madri spirituali, donne sterili ed escluse).

La conferenza si tiene nel Teatro della Fondazione, con inizio previsto alle ore 17,30; su richiesta sarà possibile ricevere un attestato di presenza. La conferenza, come tutte le altre del ciclo, sarà inserita nell’archivio conferenze presente nel sito www.fondazionesancarlo.it, da cui potrà essere scaricata gratuitamente.