Sabato 15 e domenica 16 vanno in scena Amedeo, ispirato alle opere di Amedeo Modigliani, con Elena Giachetti. E la dimostrazione di lavoro della coreografa modenese Laura Gibertini.
Come nasce il processo creativo dell’artista? Esso ha indiscutibilmente un’origine, ora palese ora inconscia e misteriosa. Una scintilla che nutre una visione, che a sua volta nutre un’emozione e la trama di un racconto.
In Andante/W (dimostrazione di lavoro – seconda tappa), previsto per sabato 15 e domenica 16 alle 18 al teatro di via Buon Pastore 57, Laura Gibertini, danzatrice modenese, ci mostra un lavoro in divenire, fatto di diverse tappe, che prende il via da dati oggettivi (“l’essere qui ed ora, un corpo presente ed uno spazio circostante).
Il “materiale” del percorso creativo è in questo caso il frutto di un lavoro in divenire e di ricerca, di cui non si conosce il dopo. Le tappe variano da luogo a luogo (posti abbandonati ed in disuso, e altri luoghi vissuti ed “accuditi”). In entrambi i casi la danza/ricerca si basa sull’incontro di ciò che è presente o assente.
In Amedeo, di Elena Giachetti (con Elena Giachetti e Alice Ruggero) in programma nelle stesse giornate ma alle 21, la fiamma originaria è l’osservazione di un opera di Amedeo Modigliani, il corpo/mistero di Jeanne, regale e delicato che si appoggia alla sedia, e pare stia per alzarsi. il ritratto di Jeanne è un monumento alla donna amata, in attesa di un figlio. Il progetto teatrale, in Amedeo, indaga, come punto di partenza, la relazione tra corpo e spazio, nel tentativo di fare dello spazio una mappa. Mappatura dello spazio, diviso in campi di forze diverse e collegate, che il corpo attraversa trasformandosi nel corso del tempo. Tempo di trasformazione, come il corpo di Jeanne, perché ogni elemento del percorso nello spazio lasciano una traccia che crea nuovi dettagli. Non c’è l’interesse a raccontare lo storia da un punto di vista biografico o narrativo, (sappiamo che il figlio non vide la luce, Jeanne si suicidò dopo la morte di Amedeo) quanto invece a ricercare una possibile trama partendo dai colori e dalla forma che l’occhio vede guardando l’immagine: come una finestra, un quadro dischiude una vita, dei pensieri, dei ritmi.
“Questo lavoro in qualche modo sollecita lo spettatore a creare una propria personale trama – dice l’autrice – che dia senso ai segni che vede, non a cogliere un significato già segnato. Seguendo questo andamento, mi interessa lavorare sull’uscire e sull’entrare da uno spazio, alzare o abbattere una parete tra la scena e il pubblico. Mondo interiore e mondo esteriore.”
Certamente un esperimento riuscito nel rapporto tra danza e arte figurativa, con intrecci di diversi linguaggi. Musica, teatro e danza coabitano e si accrescono vicendevolmente, e approfondiscono i diversi ambiti di ricerca, che può contare sulla collaborazione dell’attrice Elisa Pol e di Luca Greppi per il suono.
Amedeo e Andante/W fanno parte del programma La corsa di fuochi, all’interno della rassegna Andante sostenuta da Fondazione Cassa di Risparmio e Comune di Modena. Per prenotare 328 1827323.



