
Si tratta del secondo dei tre stralci previsti che porteranno alla profonda ristrutturazione e all’ammodernamento dell’azienda. Oltre agli interventi strutturali e tecnologici, è prevista la rimozione e lo smaltimento di ben 30 mila metri quadrati di lastre in Eternit entro il 2015.
Rimozione resa possibile anche grazie ai finanziamenti post-sisma contenuti nel sistema Sfinge per le attività produttive. La procedura per la ricostruzione delle aziende prevede infatti un sostegno economico premiale per la sostituzione delle coperture in cemento-amianto. Un’opportunità che sarà colta anche per altre grandi ristrutturazioni in previsione a Finale Emilia nei prossimi mesi.
«È un grande intervento non solo per la Titan, a cui vanno i nostri elogi, – commenta l’assessore alle Attività Produttive e all’Urbanistica, Angelo d’Aiello – ma per l’ambiente nel suo complesso. In questo modo viene eliminata e smaltita, secondo le normative, una quantità di cemento-amianto equivalente a una superficie di tre ettari. Davvero, non è poco. Voglio sottolinearlo, perché spesso, come amministrazione, ci troviamo a combattere non solo con i problemi reali e concreti che ci sottopone la quotidianità, ma anche contro vere e proprie campagne politiche avverse che ci vogliono paladini di un polo pattumiera che non esiste. Lo conferma questa operazione e lo faranno altre che la seguiranno».
Il sistema istituzionale, cioè Regione e Comune, sta mettendo in campo diversi strumenti (cioè risorse, in parole ancora più chiare: soldi) per rimuovere migliaia di metri quadrati di Eternit. Il caso più emblematico è l’ex Siria, oggi Titan. Poi verranno i 5mila metri quadrati della JColors, poi ci sarà il Bando Regionale che riguarderà l’edificio fatiscente della ex Bellentani e alcuni siti privati. Senza dimenticare i 3.500 metri quadrati di coperture con lastre in cemento-amianto di edifici comunali, che si stanno rimuovendo con finanziamenti regionali.
«Come amministrazione – conclude d’Aiello – vogliamo dare alla ricostruzione il segno del miglioramento ambientale e del risparmio energetico. I privati stanno rispondendo positivamente, anche sotto la nostra spinta. Questi sono fatti concreti e non falsi allarmi o chiacchiere da bar. Fatti che ci restituiranno una città migliorata anche dal punto di vista ambientale».


