
Da una proposta dell’On.Motti, che durante il suo mandato europeo nel corso della settima legislatura si è sempre battuto per la tutela dei diritti dei più deboli e degli animali, sarebbe potuto nascere il Logbox, il “Grande Padre che veglierà su Internet”, “una sorta di super testimone – spiega l’onorevole – per combattere i crimini informatici. Si tratta di un software di ultima generazione che promette di essere una scatola nera per i nostri computer. Installato in ogni macchina, consentirebbe di conservare, in
forma di tabulato e in modo criptato, le attività di un determinato computer eseguite dall’utente, per poi servire come prova di difesa qualora fossero contestati dall’autorità giudiziaria illeciti di vario tipo” conclude l’onorevole reggiano. In pratica il software, il cui progetto fu presentato da Motti e dall’hacker Fabio Ghioni al Parlamento di Bruxelles, sarebbe un “Grande Fratello” alla rovescia, in grado di tutelare i proprietari di computer da possibili accuse su reati non compiuti (ma che potrebbero essere compiuti da terzi tramite la loro linea e i loro pc, perché oggi le lobbies dei pedofili e dei criminali informatici più evoluti sono supportati anche da hacker in grado di utilizzare per delinquere i computer di ignari privati e aziende, che poi possono trovarsi nei guai). Non a caso presso l’Interpol, in seguito all’approvazione della Risoluzione dell’On. Motti, fu istituito a gennaio 2013 il nuovo dipartimento contro il crimine informatico, denominato EC3.



