
Nel dettaglio l’iniziativa – che fa seguito al Protocollo d’intesa siglato tra i prefetti dell’Emilia-Romagna con la Regione nel 2010 – consentirà di svolgere uno screening ad ampio raggio delle attività più esposte e, nel caso in cui siano accertate infiltrazioni di tipo mafioso, permetterà la tempestiva esclusione dall’appaltodell’impresa collegata all’organizzazione criminale. In particolare si prevede che l’informazione antimafia del prefetto, rilasciata ordinariamente per legge solo per appalti di lavori di valore pari o superiore alla soglia comunitaria, venga invece richiesta alla Prefettura dai Comuni e dall’Unione anche per appalti e concessioni di lavori pubblici di importo pari o superiore ai 250.000 euro, nonché per i subcontratti di lavori, forniture e servizi di importo pari o superiore a 50.000 euro. L’informazione antimafia sarà altresì richiesta, indipendentemente dal valore, per le attività di trasporto di materiali a discarica, trasporto e smaltimento rifiuti, fornitura e/o trasporto terra e materiali inerti, acquisizioni, dirette o indirette, di materiale da cava, fornitura e/o trasporto di calcestruzzo, fornitura di ferro lavorato, fornitura e/o trasporto di bitume, noli a freddo e a caldo di macchinari, servizi di autotrasporto e di guardiani di cantiere.
In sostanza, il contenuto del protocollo consentirà un’analisi più approfondita delle situazioni a rischio, estendendo ad un maggior numero di appalti la valutazione antimafia prefettizia, che riguarda non solo i legali rappresentanti ma anche i soggetti che comunque ruotano attorno alle ditte.
“La firma congiunta dei 3 enti e dell’Unione, che gestiscono in forma associata appalti e lavori pubblici – hanno dichiarato i tre sindaci – pone un importante tassello in ambito provinciale nel contrasto alle infiltrazioni malavitose nel settore”.

