
Il progetto si è avviato con l’intercettazione dei NEET nei luoghi del territorio dove si attuano politiche sociali e giovanili, costituendo un gruppo di ragazzi e ragazze, con i quali si è intrapreso un percorso di orientamento ed accompagnamento per riattivare sul piano motivazionale i loro progetti di vita e i loro sogni.
Sul piano pratico sono stati strutturati diversi momenti d’incontro formativi: dalla compilazione del curriculum vitae e la stesura della lettera di presentazione, alla simulazione di un colloquio di lavoro.
Il progetto ha avuto un notevole riscontro sui ragazzi dal punto di vista motivazionale.
I 18 ragazzi coinvolti tra i 17 e i 22 anni di età, di cui 8 uomini e 10 donne, hanno partecipato attivamente ai 9 incontri programmati. Insieme agli educatori professionali di Gulliver hanno conosciuto gli enti del territorio che si occupano di politiche attive del lavoro e della formazione, ascoltato le testimonianze di giovani che hanno sviluppato le loro idee in realtà imprenditoriali, analizzato le future opportunità occupazionali del mercato del lavoro, misurato le loro personali risorse e competenze esistenti ed acquisite.
In 15 hanno aderito, attraverso il portale della Regione, al progetto nazionale “Garanzia Giovani”, il piano europeo per la lotta alla disoccupazione giovanile, e fissato l’appuntamento per il patto di attivazione con il Centro per l’Impiego di Sassuolo. 16 partecipanti hanno avuto incontri con l’ente formatore Cerform per un orientamento individuale e mirato sui corsi di formazione. Sono 2 i ragazzi seriamente intenzionati a riprendere i percorsi scolastici abbandonati e altrettanti quelli che stanno valutando la possibilità di iscriversi ad un percorso universitario. Durante il percorso 3 dei 18 giovani iscritti hanno trovato un posto di lavoro.
L’esito positivo di questo percorso, mette in evidenza la necessità di sostenere la ricerca formativa e lavorativa attraverso una nuova dinamica progettuale. La sinergia tra le diverse realtà del territorio può dare maggiori risposte e possibilità a questi ragazzi, che al di là di ogni etichetta, rimangono il capitale più prezioso che la nostra società ha a disposizione.
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Dal 2008 ad oggi il numero dei NEET in Italia è aumentato e oggi è stimato in circa due milioni. Le spiegazioni del fenomeno NEET sono di vario tipo. Dal punto di vista sociologico, l’indice NEET viene utilizzato come termometro del benessere o del malessere di un Paese o di una Regione. Il suo aumento starebbe ad indicare il fallimento delle politiche che si dovrebbero occupare di favorire la nascita di imprese, aumentare i posti di lavoro e operare nell’ambito delle cosiddette politiche attive del lavoro. Dal punto di vista psicologico, invece, si è notato che precursori del fenomeno NEET sono la dispersione scolastica (i cosiddetti drop-out), un percorso scolastico accidentato e/o fallimentare, anche se portato a termine, e la perdita del lavoro da parte di uno o di entrambi i genitori (secondo un processo di interiorizzazione del malessere familiare che scoraggerebbe ulteriormente i giovani ad impegnarsi per inserirsi nel mercato del lavoro). Infine, anche la comunicazione veicolata dai mass-media, con l’insistenza sul numero di posti di lavoro persi ogni giorno, ogni mese, ogni anno, e riportando, non di rado, il suicidio di imprenditori come conseguenza della crisi economica, incide sullo scoraggiamento dei giovani, specialmente di quelli che, a causa di percorsi scolastici non conclusi o accidentati, sono di fatto portatori di poche abilità, poche competenze e caratteristiche personali non del tutto desiderabili e appetibili da parte del mondo del lavoro.


