Si è riunito oggi per la prima volta il gruppo di lavoro sul riordino istituzionale, di cui fanno parte l’assessore regionale al Bilancio Emma Petitti e i suoi funzionari, il presidente Giammaria Manghi, il sindaco della città metropolitana bolognese Virginio Merola, il presidente Giancarlo Muzzarelli (Modena), e un presidente di Provincia romagnola.
Le funzioni di competenza regionale
In vista della stesura della legge regionale che sarà approvata a marzo e che conterrà la definizione di quali funzioni faranno capo alle Regioni e quali alle Province, già una prima ipotesi è stata messa in campo. Protezione Civile, Agricoltura (comprensiva dei Settori Caccia e Pesca), Istruzione e Formazione professionale sono le Aree di competenza regionale che dovrebbero rimanere in capo alla Provincia.
Le funzioni di competenza statale
Queste si vanno ad aggiungere a quelle già individuate dalla legge Delrio (pianificazione territoriale provinciale, tutela e valorizzazione dell’ambiente; pianificazione dei servizi di trasporto in ambito provinciale, autorizzazione e controllo in materia di trasporto privato, costruzione e gestione delle strade provinciali e regolazione della circolazione stradale ad esse inerente; programmazione provinciale della rete scolastica; raccolta ed elaborazione di dati, assistenza tecnico-amministrativa agli enti locali; gestione dell’edilizia scolastica; controllo dei fenomeni discriminatori in ambito occupazionale e promozione delle pari opportunità sul territorio provinciale). Di certo permane la necessità di chiarimento, invocata più volte per districare le competenze all’interno delle funzioni generali: per esempio la viabilità vede dei tratti di strada curati dall’Anas che sono in carico alle Regioni; sul fronte delle scuole, ve ne sono alcune di competenza statale; occorre poi dipanare le competenze in campo ambientale, soprattutto per alcuni aspetti, che vanno dalle autorizzazioni alla tutela ambientale.
Il futuro del personale
Un’altra novità emersa dall’incontro di oggi è che le 53 unità dei Centri dell’Impiego e le 15 della Polizia provinciale non vanno inserite nel calcolo totale delle spese di personale (che, come ribadisce anche la circolare del Ministro Madia, dovrà essere la metà di quella dell’aprile 2014), poiché queste figure sono destinatarie di due trasferimenti statali: i primi andranno all’Agenzia per l’Impiego di espressione statale, i secondi all’interno di una complessiva riforma della Polizia di Stato. Di fatto, si posso stornare ben 68 persone dal computo complessivo del personale della Provincia.
Il personale che invece attualmente cura le funzioni di competenza regionale (Protezione Civile, Agricoltura comprensiva dei Settori Caccia e Pesca, Istruzione e Formazione professionale) sarà considerato personale di titolarità regionale, non come personale non in esubero ma sovrannumenario. Di fatto, qualora andasse in porto l’ipotesi emersa oggi, esso diventerà probabilmente personale della Regione ma, dato che le funzioni restano di fatto in capo alla Provincia di Reggio Emilia, i dipendenti non saranno costretti a recarsi a Bologna, ma continueranno a lavorare nella loro abituale sede di lavoro, ad esempio attraverso la formula del comando.
Le prossime tappe
Il lavoro sul riordino prosegue con rapidità: il prossimo tavolo del gruppo di lavoro, entro al massimo dieci giorni a partire da oggi, analizzerà già una prima bozza di legge. Parallelamente, già la prossima settimana si riunirà il tavolo tecnico composto dai funzionari regionali e dai i dirigenti inviati dalle Province. Per Reggio, sarà presente la Dirigente del Servizio Bilancio Claudia Delrio. L’obiettivo è quello di discutere tutti gli aspetti relativi agli importi e alle unità numeriche del personale, entrando nel vivo da un punto di vista dei bilanci degli enti locali toccati da questa importante riforma.
Per il presidente Giammaria Manghi: «La riunione di oggi, davvero positiva, ha chiarito tante incertezze e fornito molte risposte, che ci consentono di continuare con l’impegno per la salvaguardia dei posti di lavoro e l’allocazione ottimale di risorse e funzioni. Continuerà il dialogo con i sindacati e con i lavoratori, e credo che la Regione abbia dato un segnale forte di disponibilità e concretezza. Restano solo alcune ombre: è stato ancora una volta sottolineato come, nonostante questo impegno, resta tuttora aperta la questione della disponibilità del bilancio 2015 delle Province, che è un’altra questione rispetto alle funzioni e che merita tutta la nostra attenzione».



