“Premesso che l’approccio al bilancio comunale di Modena da parte di Confesercenti è sempre avvenuto nel segno del rigore e dell’analisi di merito, riteniamo occorra guardare alla manovra del Comune, all’interno dei vincoli posti dalla Legge di Stabilità che ha previsto un taglio dei trasferimenti agli enti locali di 2,2 miliardi di euro nel 2015, 3.2 nel 2016 e 4,2 nel 2017. Tagli che sommati a quelli delle manovre Monti e Letta rivelano per il 2015 12 milioni di euro in meno di entrate – così Confesercenti area di Modena in merito alle previsioni di bilancio 2015 – Per raggiungere il pareggio di bilancio il Comune di Modena recupera 14,2 milioni combinando tagli alla macchina comunale pari a 5,2 milioni di euro (37%) e nuova imposizione pari a 9 milioni di euro (63%)”.

“Si poteva fare meglio? Forse, ci chiediamo ad esempio se sul versante della gestione degli impianti sportivi per la parte delle attività/utenti non dilettanti si poteva operare una migliore razionalizzazione sul versante delle spese o se sull’esuberanza dei servizi tecnici in ogni campo (dalla logistica, agli incarichi, alla dotazione, alla progettazione esterna etc.) si stanno avviando contatti con diversi altri comuni per guadagnare in integrazione e qualità delle politiche urbanistiche e dei lavori pubblici, costituendo ad esempio gruppi di progetto (e non solo) tra le diverse entità comunali, capoluogo incluso, con ricadute evidenti sui costi di progettazione e di gestione. Nelle attività dei servizi di welfare, ve ne sono diverse nate e cresciute come di più, ovvero in supplenza di altre. “Se ne può ragionare?”

“Per quanto riguarda le scuole dell’infanzia riteniamo che l’attuale equilibrio tra scuole in gestione diretta e quelle in convenzione sia ottimale al fine di garantire quel ruolo di direzione strategica sul versante educativo che spetta al pubblico. Con l’auspicio che questi ultimi giorni siano utilizzati per riequilibrare il rapporto tagli/maggiore imposizione, per noi è pacifico che il recupero di efficienza, produttività e semplificazione della macchina comunale non deve necessariamente significare il taglio del personale, anche perché si andrebbe ad ingrossare il numero dei disoccupati con ricadute negative sui consumi, oltre alla messa a rischio dei servizi essenziali alla comunità e alle stesse imprese”.

“Entrando nel merito delle proposte avanzate dall’Amministrazione comunale di Modena, gli elementi di condivisione per l’Associazione sono il non aumento delle tasse su: affissioni, occupazione di suolo pubblico, passi carrai, addizionale comunale IRPEF, tassa di soggiorno e IMU sui beni strumentali d’impresa, nonché il non aumento delle tariffe. In generale l’impostazione che nell’ottica del risanamento della finanza pubblica vede non toccare il lavoro e l’impresa e pesare sulla rendita è condivisibile a condizione che si precisi e si chiarisca quello che è rendita immobiliare e quella che non è. Ad esempio: Va urgentemente appurata la disponibilità di verificare una minima riduzione dell’aliquota IMU sui capannoni sfitti ai fini del loro censimento per poi valutare successivamente una riduzione di aliquota più consistente”.

“Importante ci pare poi sottolineare la previsione di 90 milioni di investimenti nel prossimo triennio che, se realmente attuati, possono rappresentare una boccata d’ossigeno importante per l’economia locale e per una ripresa dei consumi interni. Pensiamo alle nostre piccole imprese artigiane e dei servizi (edilizia, impiantistica, servizi in generale) che possono cominciare ad intravedere uno spiraglio di uscita dalla crisi. Proprio per questo aspetto ci pare improprio e fortemente ideologizzato definire questa manovra una ‘manovra depressiva’. Piuttosto si colgano questi ultimi giorni di confronto con l’amministrazione comunale per ottenere un maggior riequilibrio del rapporto tagli/maggiore imposizione”.

“Da ultimo rimarchiamo i passi avanti che sono stati sul versante della discussione sulla Tari e sul rapporto con Hera. Diamo atto all’Assessore Guerzoni di avere lavorato coerentemente per riallacciare i nodi del dialogo e dl confronto. Appurato che il regime di tassa che regolamenta la Tari obbliga a coprire integralmente il costo del servizio e che il 3,7% in più è legato a questo aspetto, per far fronte al livello di evasione del pagamento della tassa che nel 2014 si è verificato, riteniamo che l’attenzione associativa debba concentrarsi sul Piano economico finanziario del 2015. Che stando all’impegno assunto dal Comune e dalla stessa Hera verrà approfondito e discusso anche con le Associazioni imprenditoriali, sulla disponibilità manifestata a rivedere il regolamento Tari del Comune di Modena e sulle ricadute che avrà sul territorio modenese l’investimento di 118 milioni che Hera farà nei prossimi cinque anni. Noi ci sentiamo fortemente impegnati a dare un contributo positivo alla soluzione dei problemi nell’ottica di favorire la coesione sociale del territorio che è alla base del documento, sullo sviluppo intelligente e sostenibile, che, ricordiamo, il quadro associativo ha unitariamente  sottoscritto.”, conclude Confesercenti.